Consiglio Umbria, opposizione lascia l’Aula per protesta

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Assenti Proietti, Meloni e Barcaioli: scatta l’abbandono

La seduta odierna dell’Assemblea legislativa dell’Umbria si è aperta con un gesto di rottura da parte dei gruppi di minoranza, che dopo il Question time hanno lasciato l’Aula in segno di protesta. Alla base della decisione, l’assenza della presidente della Giunta regionale, Stefania Proietti, e degli assessori Simona Meloni e Fabio Barcaioli. L’episodio ha innescato un duro confronto tra i consiglieri dell’opposizione e quelli di maggioranza, mettendo nuovamente in evidenza tensioni legate alla gestione dei lavori consiliari.

Secondo quanto comunicato dal capogruppo del Partito Democratico, Cristian Betti, la presidente Proietti si trova a Roma per partecipare a una riunione della Commissione nazionale sanità, convocata nella stessa data in cui era stata fissata la riunione consiliare. L’assenza della presidente è stata considerata dai consiglieri di minoranza una mancanza di rispetto nei confronti dell’istituzione regionale, soprattutto alla luce delle interrogazioni previste sui temi sanitari.

La consigliera Eleonora Pace (Fratelli d’Italia) ha definito inaccettabile la situazione, sottolineando che la decisione di anticipare la seduta consiliare dall’8 maggio al 6 è stata contestata anche in sede di Conferenza dei capigruppo. La stessa Pace ha riferito di aver abbandonato, insieme all’ex presidente Donatella Tesei, la riunione della Conferenza in segno di dissenso. Secondo Pace, la convocazione della presidente Proietti a Roma sarebbe sopraggiunta durante il ponte festivo, sollevando dubbi sui tempi e sulle modalità dell’organizzazione. Pur riconoscendo la legittima assenza dell’assessora Meloni per motivi di salute, ha osservato che si sarebbe potuto delegare un rappresentante, come accaduto per l’assessore Barcaioli, il cui intervento è stato sostituito dal vicepresidente dell’Assemblea, Michele Bori.

Dura anche la presa di posizione del consigliere della Lega, Enrico Melasecche, secondo cui la situazione odierna mina la credibilità della massima istituzione regionale. Melasecche ha ricordato come, nella passata legislatura, la presidente Tesei partecipasse anche in videoconferenza alle sedute della commissione sanità. Ha criticato l’assenza contemporanea della presidente, di due assessori e del vicepresidente dell’Assemblea, affermando che la seduta ha assunto i toni di un’assemblea condominiale. Da qui la scelta, condivisa con gli altri gruppi di opposizione, di abbandonare i lavori in segno di protesta. Melasecche ha quindi sollecitato la presidente dell’Assemblea, Sarah Bistocchi, a richiamare i componenti della Giunta ai propri doveri istituzionali.

Anche la consigliera di Forza Italia, Laura Pernazza, ha stigmatizzato le modalità con cui si è svolta la seduta. Ha evidenziato come i lavori siano cominciati con un’ora di ritardo, mentre da giorni si attende la relazione della società KPMG, richiesta entro il 30 aprile e non ancora disponibile. Pernazza ha parlato di un clima di disattenzione verso le istanze dell’opposizione, segnalando che la disponibilità al confronto non può prescindere dal rispetto delle regole. Ha inoltre invitato la presidente Bistocchi a farsi portavoce di un disagio crescente tra i consiglieri, anche all’interno della stessa maggioranza.

A intervenire con toni critici anche Nilo Arcudi (Tesei Presidente – Umbria Civica), che ha denunciato una gestione disordinata del calendario dei lavori. Secondo Arcudi, è inaccettabile che i consiglieri non siano messi nelle condizioni di conoscere con chiarezza date e orari delle sedute e delle commissioni. Ha ricordato come per decenni l’organizzazione dell’Assemblea fosse scandita da un’agenda certa, auspicando un ritorno a una prassi condivisa e rispettosa. L’attesa di oltre un’ora prima dell’apertura della seduta odierna è stata indicata da Arcudi come ulteriore dimostrazione del malfunzionamento attuale.

Dal banco della maggioranza sono giunti inviti a non esasperare i toni. Il consigliere Cristian Betti ha affermato che l’assenza della presidente Proietti non può essere letta come uno sgarbo istituzionale, dal momento che la sua presenza a Roma è motivata da una convocazione relativa al riparto dei fondi nazionali per la sanità. Betti ha sottolineato come la data della convocazione sia coincisa con quella della seduta consiliare, rendendo inevitabile la sua assenza. Ha inoltre invitato l’opposizione a proseguire il confronto in Aula, pur comprendendone le ragioni di insoddisfazione.

Sulla stessa linea l’assessore Thomas De Luca, che ha ricordato come nella precedente legislatura alcuni assessori esterni non presenziassero agli atti non di loro competenza, mentre oggi viene garantita maggiore partecipazione. De Luca ha quindi respinto le accuse di assenteismo, affermando che le interruzioni del Consiglio, in passato, erano frequenti anche per mancanza del numero legale da parte della maggioranza.

Infine, la consigliera del Pd Letizia Michelini ha definito pretestuosa la scelta di lasciare l’Aula, ribadendo che l’impegno della presidente Proietti a Roma è istituzionalmente rilevante e non soggetto a discussione. Michelini ha concluso invitando tutte le forze politiche a contribuire a un’organizzazione più efficace del lavoro consiliare, ma senza azioni che compromettano il dibattito.

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