Protesta in Piazza Italia a Perugia, a nome di tutti i cuochi #esistiamo

 
Chiama o scrivi in redazione


Protesta in Piazza Italia, a nome di tutti i cuochi #esistiamo

Da solo in Piazza Italia a Perugia, a nome di tutti i cuochi dimenticati in questa pandemia. Si è presentato vestito da cuoco e un cartello in mano con l’hashtag #esistiamo. E’ Michele Radicchia, un semplice cuoco che da anni lavora nel settore della ristorazione, che oggi, martedì 23 febbraio, durante il consiglio regionale, ha manifestato di fronte a Palazzo Cesaroni. Lo stesso cuoco che la scorsa settimana ha scritto una lettera al presidente dell’Assemblea Legislativa, Marco Squarta.

© Protetto da Copyright DMCA

Michele Radicchia, a nome di tutti i cuochi chiede la riapertura dei locali del settore ristorazione nel rispetto delle normative sanitarie per il contenimento dell’epidemia COVID-19; l’erogazione di sovvenzioni concrete per sostenere il comparto enogastronomico che da novembre 2020 è impossibilitato a lavorare a causa delle restrizioni imposte per il contenimento dell’epidemia COVID-19 e il pagamento delle sovvenzioni approvate da novembre 2020 ma non ancora retribuite.

“Il momento storico non è dei migliori – ha detto – sappiamo e conosciamo molto bene l’allerta pandemica per cui siamo stati chiamati a fare la nostra parte, o in molti casi NON fare la nostra parte”. Siamo chiamati a restare in disparte, a fare “meno”, a contingentare il nostro lavoro e cercare di tenere quello che era il nostro motore (il cliente) lontano dal nostro spazio. Ci avete detto di fare l’asporto, secondo me un subdolo escamotage, dato che ci sono diverse categorie di ristoranti e determinate cucine con una storia e con una materia prima eccelsa, che non possono essere racchiuse dentro ad un contenitore di carta, non possiamo racchiudere il nostro sapere in una scatola asettica, il ristorante è un’esperienza, non un rettangolo di alluminio, senza contare che una manciata di asporti non fanno nemmeno arrivare “a paro” un ristorante con una filosofia qualitativa dietro. Restiamo chiusi, dobbiamo farlo, facciamo parte del meccanismo, non pretendiamo di essere la causa, ma una delle soluzioni per un’economia sana. Come tantissime altre persone, al momento, non lavoro, sono in cassa integrazione, e dovrei ringraziare per questo aiuto straordinario che è stato aperto a tutti. Lo farei volentieri, se non che sono mesi che io, come tanti miei colleghi, stiamo aspettando questi soldi ed intanto le bollette, gli affitti, il mutuo, le rate continuano ad arrivare, ma la cassa integrazione NO. Non vogliamo speculare sui soldi, non chiediamo aiuti sovrumani, ma il minimo che ci possa aiutare a campare e pagare, non i nostri vizi e surplus, ma la nostra vita basica, fatta di normalità. Ecco, io vi ringrazierei, di quella manciata di soldi che ci spetta, ma non arrivano, e se pensate che una persona può vivere con una misera somma che aspettiamo da Novembre, allora vi sbagliate. Noi dobbiamo essere la ruota economica della regione e dell’Italia, ma economicamente nessuno viene a guardare noi. Fate qualcosa, prima che quel poco di buono che ci rimane sparisca”.

Anche l’Unione Regionale Cuochi Umbri esprime il suo appoggio al sit-in di protesta #ESISTIAMO condotto da Michele Radicchia e chiede alle istituzioni di intervenire seriamente nello sviluppo di politiche efficaci per affrontare il grave problema che sta affliggendo il comparto dell’enogastronomia nella regione Umbria. Infatti, a causa delle misure restrittive per il contenimento dell’epidemia COVID-19 molte città del territorio umbro stanno perdendo il proprio capitale in merito all’offerta di servizi di accoglienza e ristorazione, con la dispersione degli operatori del settore e la chiusura definitiva di svariate strutture.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*