Dopo il Festival del Giornalismo, critiche all’uso del centro storico
Il Consorzio Perugia in Centro esprime forte contrarietà alla gestione degli eventi nel cuore cittadino, dopo il successo del Festival Internazionale del Giornalismo. Il presidente Paolo Mariotti sottolinea la distanza tra la qualità culturale appena vissuta e l’arrivo delle bancarelle pasquali, definite “inadeguate” per il contesto urbano.
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Secondo Mariotti, la settimana del Festival ha rappresentato un momento di valore per la città, con presenze da ogni parte del mondo attratte da un’offerta culturale d’alto profilo. Proprio per questo motivo, la presenza immediata della tradizionale fiera pasquale viene percepita come un brusco cambio di passo. «Il centro storico non può essere ridotto a spazio per mercatini privi di attrattività», afferma Mariotti, che contesta apertamente la linea seguita dall’attuale amministrazione.
Il Consorzio Perugia in Centro, da tempo attivo nella promozione del commercio locale e dell’identità territoriale, aveva progettato un calendario alternativo per la Pasqua 2025, incentrato sull’artigianato umbro e sull’incontro tra tradizione e creatività. Tra le proposte escluse figura la manifestazione La Strada della Ceramica in Umbria: uovo d’artista, già sperimentata con successo negli anni precedenti. Realizzata in collaborazione con l’associazione omonima guidata da Michele Toniaccini e con il coinvolgimento dei Comuni di Deruta, Gualdo Tadino, Gubbio, Città di Castello, Umbertide e Orvieto, l’iniziativa aveva registrato grande partecipazione.
L’edizione 2024 era stata anche inclusa come anteprima nelle Giornate europee dei mestieri d’arte, con il supporto della Regione Umbria. L’evento prevedeva l’esposizione di oltre 70 artisti che dipingevano uova pasquali trasformando il centro in un laboratorio a cielo aperto. Un modo, secondo il Consorzio, per proporre un’offerta autentica e legata al territorio, in grado di valorizzare sia l’artigianato che l’identità urbana.
Tuttavia, per il 2025, l’amministrazione comunale ha optato per un modello diverso: decine di bancarelle distribuite lungo le vie principali del centro, da Piazza Italia a Corso Vannucci. Una scelta, questa, che il Consorzio considera un passo indietro rispetto alla qualità degli eventi proposti in passato.
Mariotti sottolinea che «offrire al visitatore un’immagine indistinta, uguale a quella di altri borghi, significa rinunciare a raccontare ciò che rende unica Perugia». Le critiche non si limitano alla sola fiera pasquale: il piano della nuova amministrazione prevede 110 giornate annuali di eventi fieristici e hobbistici nel centro storico, giudicati eccessivi e privi di una visione coerente con la vocazione culturale e commerciale della città.
Il Consorzio lamenta la mancanza di confronto con gli operatori economici del centro, che si sono ritrovati a subire decisioni senza poter contribuire a una programmazione condivisa. «La partecipazione annunciata non si è mai realizzata concretamente», prosegue Mariotti. «Ogni incontro si è concluso senza risultati, e ora ci troviamo di fronte a una direzione imposta».
Da qui la richiesta di un cambio di approccio. Per il Consorzio, è essenziale investire su progetti che qualifichino realmente l’offerta cittadina e che rispecchino le potenzialità culturali, storiche e turistiche del centro. In gioco, secondo Mariotti, c’è il futuro della città: «Le scelte fatte oggi segneranno l’identità di Perugia nei prossimi anni. Serve ascolto, visione e coerenza. Siamo pronti a fare la nostra parte, ma servono interlocutori disposti a confrontarsi sul serio».
Il comunicato si conclude con un appello alle istituzioni affinché riconoscano il valore del lavoro svolto da chi ogni giorno contribuisce alla vita economica e culturale del centro storico. Per il Consorzio, solo attraverso un progetto condiviso sarà possibile restituire al cuore della città una funzione pienamente coerente con la sua storia e le sue potenzialità.

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