No al Lunapark a Perugia, giostrai: “Fateci lavorare, ci stiamo umiliando”

 
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No al Lunapark a Perugia, giostrai: “Fateci lavorare, ci stiamo umiliando”

di Marcello Migliosi e Morena Zingales
“Tutto quello abbiamo fatto negli altri luoghi dove siamo stati fino ad ora, prima di qui”. A dirlo, parlando di sicurezza e prevenzione anti covid, è il signor Ferruccio Livèro, del Luna Park di Pian di Massiano che ogni anno, in questo periodo arriva a Perugia per far divertire tutti, bambini e adulti compresi. Un Luna Park non funzionante a causa dell’emergenza sanitaria in corso.

Intere famiglie sono arrivate, come tutti gli anni, in città, ma un’ordinanza del sindaco di Perugia impedisce di fatto a loro di lavorare. Il Lunapark non è attivo, queste famiglie vivono di solo questo. Il signor Ferruccio Liveri, intervistato dal direttore Marcello Migliosi, ha spiegato quello che avrebbero messo in atto per evitare il contagio da coronavirus.

Fratelli Livero
“Sanificazione dei posti, sanificazione prima di comprare i biglietti, mascherine all’ingresso, misurazione della febbre, tutto quello che viene fatto in tutti posti pubblici che la gente frequenta per andare a divertirsi”. Questo avrebbero fatto i responsabili dei baracconi, la stessa cosa che fanno tutti gli altri, in un pub, in un ristorante, nei bar che sono al chiuso.

“Noi siamo all’aperto – ha evidenziato il signor Ferruccio – e proprio per questo avremmo dovuto avere dei vantaggi, con mascherina e mantenendo la distanza di sicurezza”.

Sono arrivati qualche giorno fa. Spoleto è l’ultimo posto dove sono stati e a Santa Maria degli Angeli sono ancora attivi. “In questi luoghi – aggiunge – non abbiamo trovato nessuna difficoltà”.

Sono circa 120 famiglie attualmente presenti, con mogli e figli al seguito, poi ci sono gli altri che non sono ancora arrivati, non si sono mossi perché non c’è ancora questa possibilità.

“Abbiamo incontrato tutta l’amministrazione comunale – racconta il fratello Ugo Livèro che oltre ad essere esercente fa parte della commissione del Luna Park -, abbiamo sentito la vicecomandante Vitali, l’assessore Clara Pastorelli, all’assessore Luca Merli, i responsabili regionali Antonio Onnis e Claudio Dario”.

Da parte dell’amministrazione comunale è arrivato prima un diniego non definitivo: “Dopo questo no, siamo andati dagli assessori Merli e Pastorelli che ci hanno messo al corrente dell’attuale situazione sanitaria ribadendoci ancora una volta il no per l’apertura del luna park”.

Nessun problema in altre piazze: “Nelle città dove siamo stati noi e dove si stanno svolgendo i lunapark in questo momento non abbiamo avuto difficoltà”.

Non lavorando rischiano tantissimo: “L’arrivo del nuovo decreto di mercoledì prossimo ci sta facendo preoccupare ancora di più. Per lo Stato possiamo restare aperti, invece per le amministrazioni comunali siamo chiusi e questo ci porterà a non avere nessun tipo di aiuto da parte di nessuno. Nel periodo del lockdown abbiamo preso i 600 euro come sono toccati a tutte le p.iva e in più il ministero ha messo a disposizione dei soldi a fondo perduto. Per chi ha fatto domanda ha ricevuto 3600 euro, ma non a tutti sono stati assegnati. Noi quando stiamo fermi abbiamo una mole di spese infinite, tante tasse e assicurazioni da pagare lo stesso, per non parlare di chi ha i mutui che ha fatto per acquistare dei mezzi nuovi. Questa cosa qua ci sta mettendo molto in crisi”.

Durante il lockdown erano a Sansepolcro: “Lì ci hanno trattato benissimo, con i guanti bianchi, il sindaco è stata una persona gentilissima – ha detto il signor Ferruccio – veniva anche a trovarci per sapere come stavamo. Noi di conseguenza abbiamo fatto il nostro dovere non andando in giro e stando a casa. Il sindaco si è complimentato con noi. Addirittura mia figlia si è sposata a Sansepolcro e il sindaco l’ha voluta sposare lui personalmente”.

“Cercheremo di giocarci tutte le carte possibili – conclude il signor Ferruccio Livèro – noi stiamo chiedendo solo primo articolo della Costituzione Italiana: ‘L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro’. Noi ci stiamo umiliando per lavorare. Non penso che le persone per lavorare debbano umiliare, dobbiamo lavorare, noi non vogliamo sovvenzioni o un reddito di cittadinanza, noi vogliamo lavorare, purtroppo non ce lo fanno fare. Siamo italiani anche noi, abbiamo la residenza in Italia, siamo nati in italia”.

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