Vertenza Unioncamere Umbria, USB, rimandati a settembre

Unioncamere Umbria: la cessione di un ramo d’azienda al Consorzio Intercam

Vertenza Unioncamere Umbria, USB, rimandati a settembre

Il Consiglio di Unioncamere Umbria, ha prorogato al 30 settembre 2019 il termine di preavviso del licenziamento dei dipendenti. Lo slittamento dovrebbe permettere, alle Camere di Commercio di Perugia e Terni, di espletare tutte le formalità necessarie per un conferimento del ramo d’azienda e la cessione del contratto di lavoro dei dipendenti (ex art. 2112 c.c.) al Consorzio Intercam.

Una decisione che USB non considera positivamente: i lavoratori subiranno questa scelta che comporterà l’uscita dal sistema camerale, passando da un’amministrazione pubblica ad una privata, pur se interamente partecipata dalle due Camere di Commercio umbre.

La garanzia prevista dalla legge Madia sul “mantenimento dei livelli occupazionali” quindi viene in parte disattesa, perché la soluzione prospettata e comunicata ai lavoratori non configura comunque per i dipendenti il mantenimento della condizione attuale.

L’accordo sindacale che dovrà essere sottoscritto per il trasferimento di ramo d’azienda, vedrà USB impegnata a tutelare i dipendenti, affinché siano mantenuti i diritti acquisiti in termini retributivi e contrattuali e si scongiuri la dequalificazione professionale.

Allo scopo USB informerà il Prefetto di Perugia sullo stato di avanzamento di una delicata e complessa vertenza per la quale è stata chiesta l’apertura del tavolo di crisi e chiederà che la definizione dell’accordo sindacale avvenga in sede Prefettizia, allo scopo di cogliere il massimo livello di garanzia per i lavoratori di Unioncamere Umbria.

Un accordo che abbia vere clausole di salvaguardia perché, infatti, la soluzione prospettata di trasferimento di ramo d’azienda nel Consorzio camerale Intercam, non garantisce il futuro occupazionale dei lavoratori, visto che il percorso di riforma camerale sconta il prezzo di ricorsi dei quali non si conosce l’esito e, per questo, USB chiede ancora, con forza, che si fermi il processo di liquidazione e si garantisca, comunque, l’occupazione dei dipendenti di Unioncamere.

Il Sindacato, nonostante la pausa estiva, rimarrà comunque vigile affinché si giunga alla definizione della vertenza prima del 30 settembre, considerato che nei mesi passati le due Camere di Commercio hanno anche cambiato più volte il proprio orientamento.

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