Turni oltre i limiti per vigilantes in ospedale e senza divise adeguate

Turni oltre i limiti per operatore di sicurezza e senza divise adegaute

Condizioni di lavoro contestate, ispettorato avvia accertamenti

Un operatore della vigilanza privata ha denunciato gravi irregolarità nelle condizioni di impiego presso l’azienda ospedaliera di Perugia, dove ha prestato servizio per tre mesi consecutivi. L’uomo, assunto da una società collegata a un noto gruppo nazionale, riferisce di essere stato impiegato con turni di dodici ore giornaliere, spesso senza il rispetto delle pause minime di legge. In più occasioni, dopo un turno notturno, gli è stato richiesto di riprendere servizio già nel primo pomeriggio, con un intervallo inferiore alle undici ore previste dalla normativa.

La denuncia evidenzia anche la mancanza di dotazioni adeguate: l’operatore ha dovuto svolgere mansioni armate indossando la divisa estiva, privo di giacconi invernali forniti dall’azienda. In giornate di freddo intenso e persino di neve, ha dichiarato di essere stato costretto a utilizzare indumenti personali, compresa una giacca civile sotto la quale portava l’arma di servizio.

Ulteriore elemento contestato riguarda i buoni pasto, previsti dal contratto ma mai corrisposti per tre mesi consecutivi. Nonostante le sollecitazioni, l’azienda non avrebbe fornito risposte, lasciando l’operatore senza il riconoscimento economico spettante.

Il caso assume rilievo perché avvenuto all’interno di enti pubblici, come l’ospedale di Perugia, e in altri contesti di servizio, tra cui sedi televisive nazionali. La vicenda ha spinto il lavoratore a rivolgersi all’ispettorato del lavoro, che ha aperto un fascicolo per verificare le condizioni denunciate.

Secondo quanto riportato, il protrarsi di turni massacranti e l’assenza di equipaggiamento hanno avuto conseguenze sulla salute dell’operatore, costretto a fermarsi dopo settimane di servizio continuativo. La situazione, definita “oltre ogni limite legale possibile e immaginabile”, pone interrogativi sulla gestione degli appalti e sulla tutela dei dipendenti impiegati in mansioni di sicurezza.

La vicenda richiama l’attenzione sulla necessità di garantire standard minimi di sicurezza e dignità per chi opera in contesti delicati come ospedali e strutture pubbliche. L’esito degli accertamenti sarà determinante per chiarire eventuali responsabilità e per stabilire se vi siano state violazioni contrattuali e normative.

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