Treofan di Terni, altre 48 ore di tempo per i lavoratori

 
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Treofan di Terni, raggiunto l'accordo con il polo chimico

Treofan di Terni, altre 48 ore di tempo per i lavoratori

Rinviato a venerdì mattina il summit sulle sorti della Treofan e dei suoi 140 lavoratori. I sindacati chiedono la continuità produttiva e la tutela dei posti di lavoro mentre la proprietaria del sito, la multinazionale indiana Jindal,  spinge per il licenziamento collettivo e liquidazione.

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Le parti di fatto concorderebbero su un anno di cassa integrazione e una buonuscita tra quattro e sette mensilità. I sindacati spingono per tenere in vita Treofan nel settore degli impallaggi plastici biodegradabili, con i macchinari da ’ancorare’ al sito ternano.

«Dopo una lunga trattativa durata tutta la giornata ancora una nulla di fatto riguardo ad un eventuale accordo relativo alla vertenza Treofan di Terni per la quale è prevista la chiusura dello stabilimento attraverso una procedura di licenziamento collettivo – fanno sapere in serata i sindacati dei chimici di Cgil, Cisl e Uil – .Un’intera giornata di riunione, con il prezioso supporto del Ministero del Lavoro e del Ministero dello Sviluppo, per assistere al continuo divincolarsi da parte del rappresentante aziendale sul tema dell’utilizzo dei macchinari e dell’attività in concorrenza anche se non diretta. Non possiamo assistere inermi ad una dichiarazione che ha dell’assurdo, ovvero lasciare i macchinari in sede per tutto il periodo della cassa integrazione, ma gli stessi non dovranno essere utilizzati, in quanto visti come potenziali strumenti di concorrenza».

 

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