Nursind e Nursing up, fallito tentativo di conciliazione, confermato stato di agitazione
Confermato lo stato di agitazione del personale infermieristico ed il presidio dei lavoratoti davanti all’ospedale di Perugia. Le organizzazioni sindacali Nursind e Nursing Up, a seguito del fallito tentativo di conciliazione svolto nella giornata di ieri presso la Prefettura di Perugia, con la Direzione Aziendale della Azienda Ospedaliera di Perugia, hanno organizzato un presidio in piazzale Menghini, per venerdì 25 febbraio dalle ore 12 alle ore 16.
Questo è quanto hanno inviato in una precedente nota: “Il numero di pazienti massimo generalmente possibile da accogliere nelle medicine è di 24, la maggior parte allettati, affetti da comorbilità e che, in molte occasioni, richiedono addirittura un monitoraggio completo, senza avere a disposizione una centralina atta allo scopo; ciò si traduce in un grave rischio per degenti ed operatori sanitari. A questi si aggiungono, ormai di routine, dai 2 ai 5/6 letti aggiunti nei corridoi che a volte richiedono spostamenti notturni, gravando non solo sul lavoro del personale sanitario infermieristico, sprovvisto in quelle ore di figure di supporto, ma anche sul benessere psico-fisico dei degenti; i ricoveri in corridoio che durano per molte ore sino ad alcuni giorni, costringono i pazienti a soddisfare i loro bisogni primari alla vista di tutti (fortunato chi ha un paravento), ad essere sottoposti a visite routinarie, consulenze e procedure assistenziali in un contesto assolutamente non idoneo che ne mette a rischio la loro dignità, privacy e sicurezza (basti pensare ai presidi elettromedicali collegati con prolunghe e ciabatte o alle bombole di ossigeno senza gli appositi supporti/sostegni che ne evitano la caduta ed il pericolo scoppio). Tale situazione non è più tollerabile. La professionalità degli operatori della sanità che prestano servizio in questi contesti va assolutamente tutelata e riportata a livelli minimi di dignità! Le competenze dei professionisti vanno valutate e non svilite ed umiliate come sta accadendo ora!”

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