Non c’è lavoro e saranno licenziati, Regione aiuti lavoratori Sogesi 🔴 VIDEO

 
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Lavoratori Sogesi di Cannara ancora lottano, abbandonati da luglio

Non c’è lavoro e saranno licenziati, Regione aiuti lavoratori Sogesi

Altro sit-in di protesta sotto il palazzo della regione in piazza Italia a Perugia. I lavoratori della Sogesi non si arrendono e continuato a farsi sentire chiedendo ancora una volta aiuto alla regione. Aiuto che tarda ad arrivare. Muniti di lenzuola bianchi, tamburo e megafono hanno fatto sentire tutta la loro disperazione. La manifestazione è avvenuta durante il consiglio regionale.

“Non c’è lavoro e saremo licenziati – dice ai nostri microfoni Simona Bagagli, dipendente Sogesi da 23 anni -. Noi siamo qui per chiedere alla regione di intervenire. Vogliamo con forza mantenere il nostro posto di lavoro. Abbiamo servito la Usl Umbria per 40 anni insieme a Sogesi, ma 200 famiglie non possono andare a casa così per una disattenzione o negligenza. La regione deve intervenire in qualche modo per poterci garantire il nostro posto di lavoro per permetterci di vivere in maniera dignitosa”.

I lavoratori della Sogesi di Cannara sono in stato di agitazione da diverso tempo e ogni giorno che passa diventa sempre più difficile per le 200 famiglie umbre.

La regione ha ascoltato i dipendenti ma all’atto pratico i lavoratori non hanno ancora visto riscontri. La Sogesi è una società di gestione servizi integrati di lavanolo e sterilizzazione per la sanità pubblica, privata e per l’industria.

Il motivo della crisi è da ricondursi alla perdita degli appalti nelle strutture sanitarie pubbliche di Umbria e Lazio. Lo stato di agitazione aperto nel sito di Cannara preoccupa le famiglie coinvolte, ma la stessa situazione si sta verificando a Stroncone (Terni) e a Ponte San Giovanni. L’impressione è che sia in atto una progressiva smobilitazione dell’azienda dall’Umbria, puntando su altri luoghi, come Abruzzo ed Emilia Romagna, dove trasferire il lavoro, per poi distribuire la biancheria su piattaforme locali. Il tutto producendo un drastico calo della manodopera da riassorbire e della retribuzione.



Una delegazione dei lavoratori della Sogesi di Cannara è stata ricevuta, nella sala Brugnoli di Palazzo Cesaroni, da una rappresentanza della Assemblea legislativa formata dai consiglieri Pastorelli, Carissimi e Fioroni (Lega), Pace (FdI), Bori e Porzi (Pd), De Luca (M5S), Fora (Patto civico), Bianconi (Misto). Presenti anche gli assessori regionali Luca Coletto, Paola Agabiti ed Enrico Melasecche, i lavoratori dell’azienda (Simona Bagagli, Graziano Zappacenere e Sara Chiocci) hanno illustrato la difficile situazione in cui si trovano dopo l’esclusione della Sogesi dalla gara di appalto per alcuni importanti servizi negli ospedali umbri.

Bagagli, Zappacenere e Chiocci hanno spiegato che “duecento lavoratori si trovano a perdere il posto perché l’azienda ha perso una gara di appalto nella quale non era prevista alcuna forma di tutela per i dipendenti che già operavano in quel settore, garantendo un servizio importante e apprezzato per moltissimi anni. Si tratta di una forza lavoro importante e di duecento famiglie che rischiano di perdere ogni sostentamento.

Chiediamo un intervento della Regione che possa consentirci di non perdere il lavoro. L’intenzione dell’azienda è chiara: non avendo più lavoro a Cannara, dato che la lavanderia è nata per servire l’ospedale di Perugia, ci saranno licenziamenti di massa e non verranno attivati ammortizzatori sociali. A fine agosto arriveranno 57 lettere di licenziamento anche se l’azienda perderà solo un 10 percento del fatturato. Prospettive per il futuro dell’azienda ci sono, visto che essa ha partecipato a diverse gare di appalto fuori dall’Umbria. Anche gli stabilimenti di Stroncone e Ponte San Giovanni sembrano non avere futuro”.

Paola Fioroni (vice presidente dell’Assemblea legislativa) ha introdotto l’incontro ricordando che “la questione è nata perché la Sogesi ha perso una gara di appalto per la gestione di alcuni servizi per la sanità regionale. La proprietà dell’azienda, a seguito di ciò e delle difficoltà legate al Covid19, ha espresso l’intenzione di ridurre il personale impiegato nelle sedi di Cannara, Perugia e Stroncone. Abbiamo intenzione di attivarci per tutelare questi posti di lavoro, sempre nel rispetto dell’esito della gara”.

Per Tommaso Bori “la Pandemia ha inciso molto sui servizi svolti da Sogesi, con un forte incremento del lavoro. Ciò rende poco attuale il bando di gara e non giustifica la riduzione dei posti di lavoro. Quel bando è vecchio di 5 anni, serve un intervento urgente a tutela del lavoro e dei lavoratori, prima che la situazione diventi irrecuperabile”. Thomas De Luca (M5S) si è detto “sorpreso che nel bando non fosse prevista una formula di salvaguardia dei posti di lavoro. Vanno attivati gli strumenti a disposizione della Regione per la gestione delle vertenze”.

Simona Meloni ha rilevato che “il bando è precedente al 2016 e non conteneva clausole di salvaguardia. Se ci fosse una nuova pandemia l’Umbria si troverebbe senza nemmeno una lavanderia a servizio dell’ospedale. Sarebbe opportuno che la proprietà valutasse l’attivazione degli ammortizzatori sociali”.

Vincenzo Bianconi “se davvero l’azienda ritiene che l’Umbria non sia più un’area valida per i suoi investimenti. Se azienda e lavoratori vogliono restare in questa regione si potrebbe pensare ad un nuovo modello di azienda e di business, che coinvolga proprietà e maestranze. Strumenti di intervento diretto per la Regione non credo ci siano. Bisogna evitare di arrivare ad un punto di non ritorno”.

Luca Coletto: “Da parte della Giunta c’è grande disponibilità ed abbiamo incontrato più volte i lavoratori. Vogliamo verificare perché non è stata inserita la clausola di salvaguardia e faremo verificare se essa vale comunque. Abbiamo percorso ogni strada possibile. Siamo molto avanti con i tempi e le possibilità di intervento sono molto ridotte. Per fare saltare la gara ci vuole un intervento e una valutazione della magistratura, che fino ad ora è stata negativa”.

Stefano Pastorelli ha detto di “capire lo stato d’animo di questi lavoratori. Ci siamo incontrati varie volte, anche al Comune di Cannara, il cui sindaco ha fatto e sta facendo molto, così come Donatella Porzi. Trovare una soluzione è molto difficile e dobbiamo occuparci soltanto di come salvare questi posti di lavoro. Dobbiamo evitare che l’azienda chiuda, serve una soluzione e un’azione di sensibilizzazione verso la proprietà. Azienda, lavoratori e politica sono chiamati a svolgere ciascuno la propria parte”.

Donatella Porzi ha parlato di “un trasporto sentimentale verso questa vicenda, dato che conosco molte delle famiglie coinvolte. Per questo uno dei miei primi atti in questa legislatura è stata una interrogazione sulla situazione della Sogesi e sulla mancanza di una clausola di salvaguardia nel bando. Dobbiamo chiedere alla proprietà di attivare ogni soluzione che eviti i licenziamenti, contando sul sostegno della Regione in termini di ammortizzatori sociali”.

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