Messa in vendita ThyssenKrupp Terni, Art 1, sconcerto e preoccupazione  

 
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Messa in vendita ThyssenKrupp Terni, Art 1, sconcerto e preoccupazione  
ph Roberto Cavaliere

Messa in vendita ThyssenKrupp Terni, Art 1, sconcerto e preoccupazione

Articolo 1 Umbria si unisce allo sconcerto e alla preoccupazione delle segreterie territoriali dei metalmeccanici e Rsu di Ast, in seguito alla notizia battuta nel primo pomeriggio dalle agenzie di stampa in merito all’avvio delle procedure per la messa in vendita del sito siderurgico ternano. Pur sapendo che si tratta di aziende private multinazionali, ci saremmo aspettati maggior dialogo con un territorio che da anni rappresenta una risorsa strategica per la ThyssenKrupp. Il fatto che le Istituzioni locali e nazionali, che le organizzazioni sindacali e perfino, a quante pare, il management locale di Ast, fossero ignari rispetto alla scelta della banca d’affari Jp Morgan, dimostra ancora una volta come le questioni poste dalle organizzazioni sindacali nei mesi scorsi, fossero tutt’altro che infondate.

SU IL MESSAGGERO DI IERI
La sorpresa è stata grande: già definita la banca d’affari che assisterà ThyssenKrupp nella vendita dello stabilimento nel prossimo futuro. Di sasso sono rimasti i sindacati: “Le segreterie dei sindacati e le Rsu esprimono profondo sconcerto per la notizia di alcune agenzie di stampa per cui sarebbe stata individuata la banca d’affari con il compito di gestire il processo di vendita di Acciai Speciali Terni. Proprio questa mattina la Presidente della Giunta Regionale ha avuto interlocuzioni istituzionali prima con l’A.D. di Acciai Speciali Terni e poi con le organizzazioni sindacali. Lo sconcerto nasce proprio dal fatto che nessuno sapesse nulla”. Come sostengono i sindacati nemmeno al Parlamento Europeo se ne sapeva nulla, con la presidente Margrethe Vestager che aveva dichiarato “di non avere nessuna notifica ne informazione specifica in merito alla procedura di vendita di AST Terni da parte di ThyssenKrupp”. Fin dal primo momento il sindacato ha lanciato un grido di allarme, rimasto inascoltato; è evidente che nessuno abbia voluto avere una interlocuzione efficace con la holding, la vera controparte e che determina le scelte fondamentali. “I margini si stanno stringendo sempre di più ed è ora che la situazione venga presa sul serio da tutti, a partire dal Governo Italiano che deve aprire subito il confronto, compresa una discussione a livello europeo, che coinvolga le Organizzazioni Sindacai e Thyssenkrupp, al fine di salvaguardare un asset più volte definito strategico per le sue produzioni e per i livelli occupazionali che determinano ancora il tessuto sociale ed economico della provincia ternana e dell’Umbria”.

E’ ormai evidente che ThyssenKrupp stia procedendo ad un costante indebolimento dell’azienda, sia attraverso una gestione della fabbrica inadeguata, sia attraverso il taglio dei mercati europei e internazionali di Ast. Ravvisiamo, infatti, una mancanza di prospettiva complessiva rispetto al futuro di questa azienda, sulla quale il Governo Italiano e le istituzioni Europee sono chiamate a vigilare e a pretendere la massima trasparenza nella gestione della vendita, affinché sia svolta nell’interesse del sito siderurgico ternano. E’ necessario, soprattutto, avviare interlocuzioni politiche e istituzionali con la multinazionale al fine di verificare le caratteristiche dell’acquirente o degli acquirenti per garantire i livelli occupazionali, gli investimenti, le produzioni e l’unicità del sito. Una ipotesi differente rappresenterebbe per il nostro territorio una ricaduta negativa gravissima sulla economia di tanti lavoratori e tante imprese.

Ribadiamo anche la necessità di ripensare il ruolo di Astnell’ambito di una strategia internazionale attenta allo sviluppo tecnologico e alla riconversione ambientale e, purtroppo, ravvisiamo la mancata concretizzazione degli impegni pubblici in merito alle infrastrutture e facilitazioni che possano rendere più appetibile il nostro territorio per imprese che intendano investire.

Chiediamo, quindi, che si possa procedere in tempi brevi affinchè Ast possa essere rilanciata e rafforzata da uno o più players valutando anche l’ipotesi di una partecipazione pubblica.

Articolo 1, da subito, attiverà i suoi canali istituzionali in Parlamento e al Governo affinché sia massima l’attenzione su questa vicenda e chiederemo l’avvio di una interlocuzione al Mise con i vertici di ThyssenKrupp, i quali, oggi, hanno dimostrato di essere i soli interlocutori possibili.

Ribadiamo il nostro sostegno ai sindacati e l’impegno indiscusso a difesa dei lavoratori di Ast e del futuro dell’azienda, contestualmente ad una istanza specifica in merito alla strategia del Governo relativa agli asset strategici nazionali, anche alla luce della crisi sanitaria ed economica provocata dal Covid 19.comilali e metti

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