Lavoratori sanità umbra in mobilitazione, aspettano risposte ormai da tempo 📸🔴 FOTO E VIDEO



Lavoratori sanità umbra in mobilitazione, aspettano risposte ormai da tempo

Le risposte da parte della Regione non sono arrivate e allora riparte la mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori della sanità umbra. un presidio promosso da Fp Cgil, Fp Cisl, Uil Fpl, Fials e Nursing Up si è svolto martedì 28 settembre, in concomitanza con il Consiglio regionale, per chiedere una sanità pubblica in grado di curare i cittadini, più assunzioni, il rispetto di lavoratrici e lavoratori da parte delle aziende e della Regione, i giusti riconoscimenti a chi garantisce la salute pubblica.


di Marcello Migliosi
e Morena Zingales


“La situazione vede oggi la necessità, più stringente che mai di un rilancio della sanità umbra post pandemia in grado di dare risposte ai cittadini alle tante liste d’attesa che ci sono e alle operazioni fatte nel corso della pandemia. A dirlo è Luca Talevi, segretario generale Funzione Pubblica Cisl Umbria. “Noi chiediamo – aggiunge – di essere protagonisti della ricostruzione della Sanità Umbria per dare risposte ai cittadini e al personale sanitario che chiede assunzioni, riduzioni dei carichi di lavoro dopo l’enorme stress avvenuto durante questo complicatissimo anno e mezzo di pandemia. Quindi più assunzioni, più servizi ai cittadini, più sanità pubblica più stabilizzazione”.

  • I pazienti sono costretti a curarsi fuori regione

“E’ vero – dice Stefano Cecchetti, segretario regionale sindacato Nursing Up – e negli ultimi tempi c’è stato un aumento di questa situazione. oggi siamo qui come sindacati uniti con tutte le sigle per portare avanti la vertenza iniziata mesi fa, in cui andiamo a ribadire o soliti problemi: la carenza del personale, vogliamo assunzioni più serie, più numeriche e non a macchia di leopardo. Rivendichiamo gli incentivi covid che in parte sono stati elargiti, ma non in totalità e vogliamo che questa sanità umbra, sia sempre più pubblica e più efficiente”.

  • Tra una manifestazione e l’altra non è successo niente

“Noi da tempo stiamo rivendicando in confronto con la Regione e con le aziende rispetto a una serie di problemi che sono contrattuali, riferiti all’organizzazione dei servizi, alle assunzioni che purtroppo anche se erano state concordate attraverso un accordo non sono state fatt. A dirlo è Marco Cotone, segretario regionale Uil Fpl. I problemi che noi riscontriamo tutti i giorni derivano dalla carenza di personale. Non è vero che i servizi sono stati riaperti e ci sono liste d’attesa enormi e i cittadini sono sempre più in difficoltà quando si rivolgono alla sanità pubblica”.



“Non è accaduto nulla – commenta Tatiana Cazzaniga segretario generare della Fp Cgil –. La Regione ha preso degli impegni con noi per 550 assunzioni e di queste forse ne hanno fatto un trentina. Le graduatorie non ci sono, i reparti non sono ancora aperti neanche all’ospedale di Perugia, Pantalla è chiusa, gli ospedali non funzionano e le liste d’attesa si allungano, così come quelli dei centri privati. Gli umbri per curarsi devono andare fuori dalla regione. Abbiamo chiesto ai consiglieri di essere auditi per capire come risolvere questa situazione che ormai è drammatica, se non saremo ascoltati e se non ci saranno soluzioni salariali vorrà dire che dovremmo mobilitarci con uno sciopero che necessario”. I sindacati chiedono, pertanto, al Consiglio regionale di votare un ordine del giorno che impegni Giunta alla risoluzione delle questioni poste, con la riapertura immediata di un proficuo tavolo di confronto e contrattazione.

“L’importante mobilitazione di lavoratrici e lavoratori della sanità, oggi in piazza a Perugia, davanti a palazzo Cesaroni, ha portato prima alla sospensione dei lavori in Consiglio Regionale e poi all’ascolto delle nostre istanze da parte dei consiglieri che hanno preso l’impegno ad audirci in Commissione Sanità, alla presenza dell’assessore, entro pochi giorni. Inoltre, la minoranza in Consiglio ha depositato una mozione urgente raccogliendo le nostre istanze che sarà all’ordine del giorno della prossima seduta”. È quanto comunicano i sindacati, Fp Cgil, Fp Cisl, Uil Fpl, Nursing Up e Fials, che oggi, insieme a molte lavoratrici e molti lavoratori arrivati da tutti i presìdi sanitari dell’Umbria, hanno “invaso” pacificamente piazza Italia a Perugia, per chiedere quell’ascolto da parte delle istituzioni regionali che è finora mancato. Tanti i nodi irrisolti che portano la situazione della sanità pubblica in Umbria a peggiorare “non di giorno in giorno, ma di ora in ora”.

Tra questi al primo posto c’è senz’altro il “dramma delle mancate assunzioni a tempo indeterminato” (delle 1500 promesse, al momento – hanno detto i sindacati – ne sono state effettuate solo una trentina) che ricadono sull’organizzazione del lavoro, costringendo il personale ad un continuo ricorso allo straordinario e ai mancati riposi e quindi portando ad un peggioramento delle condizioni di lavoro e dei servizi. Liste d’attesa sempre più lunghe, per qualsiasi prestazione, con il privato che guadagna sempre più spazio, reparti mai riaperti in quasi tutti i plessi ospedalieri, mancato riconoscimento economico per gli sforzi profusi nell’emergenza Covid da parte del personale, nonostante un accordo sottoscritto ufficialmente: questi sono alcuni degli altri elementi di criticità che sono stati portati dai sindacati all’attenzione della politica regionale. “Ora si tratta di capire se alla disponibilità all’ascolto dimostrata oggi seguiranno fatti concreti – concludono le 5 sigle sindacali di lavoratrici e lavoratori della sanità umbra – perché la misura è davvero colma e in mancanza di un cambiamento reale la mobilitazione dovrà necessariamente proseguire, senza escludere il ricorso allo sciopero”.

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