Sanità ternana Melasecche contesta il piano per la Asl unica
La mobilitazione cittadina agita la sanità regionale
Nessuno tocchi le Asl – La recente manifestazione popolare svoltasi lungo le vie del centro cittadino ha riacceso il dibattito sul futuro dell’assistenza medica territoriale nell’Umbria meridionale. Circa mille residenti hanno sfilato in una fiaccolata priva di simboli partitici per manifestare una profonda preoccupazione nei confronti delle riforme organizzative ventilate dall’amministrazione regionale. Al centro della protesta si colloca l’ipotesi di una fusione tra le aziende sanitarie locali, un provvedimento che secondo i manifestanti rischierebbe di ridurre l’autonomia gestionale del comprensorio e di centralizzare i nuclei decisionali lontano dalle reali necessità quotidiane della popolazione residente.
Il consigliere regionale della Lega, Enrico Melasecche, ha espresso una forte vicinanza alla cittadinanza, evidenziando come l’adesione trasversale all’evento rappresenti un segnale inequivocabile che le istituzioni regionali non possono permettersi di sottovalutare. Secondo l’esponente del centrodestra, la mobilitazione ha dimostrato la capacità della comunità locale di compattarsi a difesa di prestazioni essenziali, superando le normali divisioni ideologiche.
Le critiche al piano di accorpamento delle aziende sanitarie
L’esecutivo guidato dalla presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, si trova ora di fronte a una crescente pressione politica. Melasecche ha criticato aspramente la proposta di unificazione delle Asl umbre, definendola una strategia burocratica inadeguata a risolvere le criticità strutturali del comparto medico. La tesi sostenuta dall’opposizione si basa sul timore che un simile accorpamento possa allontanare i centri di comando dal territorio locale, provocando una progressiva perdita di efficienza nei servizi sanitari di prossimità.
Inoltre, il consigliere del Carroccio ha evidenziato come l’evoluzione del dibattito interno alla maggioranza di centrosinistra stia facendo emergere visibili disallineamenti di prospettiva. Le divergenze sembrano interessare sia i circoli territoriali del Partito Democratico sia i rappresentanti del Movimento 5 Stelle. Questa frammentazione delle posizioni, secondo Melasecche, confermerebbe la fondatezza delle perplessità sollevate da mesi dalle forze di minoranza in Assemblea legislativa.
Il nodo dei posti letto e il futuro del polo ospedaliero
Le frizioni all’interno della coalizione di governo regionale si concentrano in particolar modo sui progetti di riorganizzazione del presidio ospedaliero locale. Le rappresentanze comunali del Movimento 5 Stelle hanno espresso un forte dissenso nei confronti delle ipotesi di ridimensionamento della struttura, paventando una contrazione della capacità ricettiva che potrebbe portare i posti letto disponibili da circa seicento a quattrocentocinquanta unità.
Tale scenario epidemiologico e logistico desta forti preoccupazioni per le sorti di una struttura ritenuta strategica non solo per il comune ma per l’intera area meridionale dell’Umbria. La riduzione della capacità di accoglienza rischierebbe infatti di peggiorare il bilancio tra la mobilità sanitaria attiva e quella passiva, un indicatore che ha registrato andamenti complessi anche nel corso del 2025. Una minore attrattività del polo ospedaliero potrebbe costringere un numero crescente di pazienti a rivolgersi a strutture fuori regione per ricevere le cure necessarie.
Iniziative istituzionali e mobilitazione sindacale
Le tensioni politiche hanno trovato un riscontro immediato anche sul piano delle rappresentanze di categoria. L’Intersindacale Medica dell’Umbria ha formalizzato un serio allarme relativo alle potenziali ripercussioni del piano di riorganizzazione sulle condizioni di lavoro del personale e sulla qualità delle prestazioni erogate ai cittadini. In risposta a queste sollecitazioni, le forze di centrodestra hanno annunciato l’intenzione di depositare una formale richiesta di audizione urgente presso la Terza Commissione permanente dell’Assemblea legislativa, con l’obiettivo di analizzare nel dettaglio le criticità sollevate dai sindacati medici.
Contestualmente all’azione nelle aule istituzionali, la Lega e le altre forze di opposizione intendono proseguire le attività di sensibilizzazione sul territorio. È già stata avviata una campagna di raccolta firme focalizzata sulla tutela dell’autonomia dell’azienda sanitaria locale e sulla richiesta di interventi rapidi per la programmazione e la costruzione della nuova struttura ospedaliera. La petizione ha già registrato l’adesione di centinaia di cittadini, delineando una prosecuzione del confronto politico nelle prossime settimane.

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