Il 13 dicembre è sciopero generale in Umbria 🔴 VIDEO

Il 13 dicembre è sciopero generale in Umbria

Il 13 dicembre è sciopero generale in Umbria

Cgil e Uil: no alla Manovra del governo Meloni

“È naturale, quasi inevitabile, che di fronte a una Manovra che va contro gli interessi delle lavoratrici, dei lavoratori, che colpisce le fasce più deboli della popolazione e favorisce gli evasori fiscali, due organizzazioni sindacali come Cgil e Uil rispondano con lo strumento dello sciopero generale, peraltro in totale coerenza con quanto fatto un anno fa contro il governo Draghi”.

Martedì 13 dicembre sarà dunque sciopero generale in Umbria, lo hanno annunciato oggi i segretari regionali di Cgil e Uil, Vincenzo Sgalla e Maurizio Molinari, che hanno riunito i gruppi dirigenti delle due organizzazioni sindacali per ufficializzare la mobilitazione, che si inserisce all’interno di una settimana di manifestazioni e scioperi in tutta Italia, promossa dalle due organizzazioni a livello nazionale.

Un’astensione dal lavoro di 4 ore (ma che in alcuni settori sarà estesa all’intera giornata) che sarà accompagnata da una manifestazione regionale, in piazza Italia a Perugia (ore 11), sotto il palazzo della Prefettura, per evidenziare la contrarietà del sindacato alle scelte economiche e sociali del governo Meloni.

“Anche in Umbria, come in tante altre regioni italiane, vogliamo dare una risposta immediata ad una Manovra ingiusta, che colpisce le fasce più deboli della popolazione – hanno spiegato Sgalla e Molinari – una manovra che colpevolizza i più poveri, accresce anziché contrastare la precarietà con i voucher, non riduce il divario di genere, premia gli evasori e, con la flat tax, aumenta l’iniquità del sistema fiscale”.

Una manovra, insomma, che va nella direzione opposta alle richieste dei sindacati, prima fra tutte quella di intervenire strutturalmente sulla “pandemia salariale” che sta impoverendo tutte le persone che per vivere devono poter lavorare dignitosamente.

E poi c’è il capitolo pensioni: “In campagna elettorale – hanno aggiunto Sgalla e Molinari – le forze attualmente al governo avevano promesso di cancellare la legge Fornero, invece non l’hanno toccata, mentre manomettono il meccanismo della rivalutazione delle pensioni, che porterebbe un po’ di sollievo a chi ha pagato onestamente 40 anni di contributi”.

Insomma, per Cgil e Uil la mobilitazione è non solo giusta, ma inevitabile e lo sciopero generale sarà solo l’inizio di un conflitto sociale che in mancanza di una netta inversione di tendenza proseguirà anche nel 2023. Conflitto che non è rivolto peraltro solo contro il governo, ma anche contro la Regione Umbria, con la quale è ancora aperta la vertenza sanità che ha portato lo scorso 22 ottobre gli stessi sindacati a manifestare con migliaia di persone a Perugia.

Si nota, naturalmente, la mancanza della Cisl: “Abbiamo fatto di tutto – hanno sottolineato Sgalla e Molinari – per ricucire lo strappo nell’unità sindacale, ma francamente la posizione assunta dai nostri colleghi nei confronti di questa manovra, che è uno schiaffo in faccia alle persone che rappresentiamo, è difficilmente comprensibile.

Noi dunque faremo il nostro mestiere – hanno concluso i due segretari – che è quello di rappresentare e tutelare le lavoratrici e i lavoratori, le pensionate e i pensionati, giudicando i governi per quello che fanno, senza guardare al colore politico, ma sempre difendendo gli interessi delle fasce più deboli della popolazione e il futuro delle nuove generazioni”.



4 Commenti

  1. Mi verrebbe da …..are di fronte a ciò che sta avvenendo. per un solo motivo: la strumentalità di certe prese di posizione. Dal febbraio 2020 è successo di tutto e di più è stato calpestato anche l’impensabile e tutti zitti e mosca. ora che non governano quelli della cerchia ristretta si riscoprono tutti paladini dei diritti. Vergognosi all’ ennesima potenza.

  2. Condivido l’indignazione del Sig. Mauritzio. Comunque vanno capiti perchè devono liberarsi dai “rospi” che hanno dovuto ingoiare con il governo Draghi (in cui il PD era nella maggioranza) e quindi ora danno libero sfogo alla rabbia (repressa) scagliandosi contro la Meloni “a prescindere” senza, probabilmente, aver letto la manovra finanziaria. Ma attenzione, perchè i lavoratori meno strumentalizzabili, cioè quelli che non hanno dato il cervello all’ammasso, potrebbero averla letta.

    • la cosa ridicola, perché la si può definire solo così, è che questa metodologia è consolidata e ricorrente. La applicano solo ed esclusivamente quando al governo siede il cd. ” centro destra”. dal 1994 a venir qua sfido chiunque a ricordare manifestazioni di piazza e/ o rivendicazioni con al governo gente che si spaccia ” de sinistra”. E motivi per dissentire,anche ferocemente, non è che siano mancati in quei frangenti!!!!!

      • Sono le ormai ben note “comiche” della sinistra del 21° secolo la cui azione politica si basa sulla “incoerenza”nella speranza che gli italiani non abbiano memoria. Non sanno più cosa fare, cosa dire se non ritirare fuori dal cassetto i vecchi slogan. Sono patetici.

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