Futuro al Lavoro, 27 pullman dall’Umbria per la manifestazione a Roma

Futuro al Lavoro, 27 pullman dall’Umbria per la manifestazione a Roma

Futuro al Lavoro, 27 pullman dall’Umbria per la manifestazione a Roma
Ventisette pullman e tante persone che si muoveranno in treno o con mezzi privati: sarà grande la partecipazione dall’Umbria per la manifestazione nazionale di Cgil, Cisl e Uil di sabato 9 febbraio a Roma. #FuturoalLavoro, questo lo slogan scelto dai tre sindacati che hanno organizzato la mobilitazione prevedendo un corteo che si muoverà da piazza della Repubblica fino a Piazza San Giovanni, dove si terranno i comizi dei tre segretari nazionali, Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo.

“Abbiamo dovuto cambiare piazza – hanno detto stamattina nel corso di una conferenza stampa i tre segretari generali di Cgil, Cisl e Uil dell’Umbria, Vincenzo Sgalla, Ulderico Sbarra e Claudio Bendini – perché le adesione sono cresciute di giorno in giorno dimostrando una grande voglia di partecipazione”.

I tre segretari hanno sottolineato che la mobilitazione è una risposta prima di tutto alla mancanza di confronto da parte del governo con le organizzazioni sindacali, che rappresentano 12 milioni di iscritti nel nostro paese. Un confronto che i sindacati vorrebbero aprire soprattutto per chiedere politiche di sviluppo e investimenti, “totalmente assenti – secondo i sindacati – nella manovra finanziaria”.

“Investimenti che servirebbero moltissimo ad una regione come l’Umbria, dove – hanno sottolineato Sgalla, Sbarra e Bendini – la ricostruzione è ferma al palo, il gap infrastrutturale è sempre più evidente e anche il welfare, tradizionalmente fiore all’occhiello del modello umbro, rischia di non reggere più”.

Creazione di lavoro di qualità, investimenti pubblici e privati a partire dalle infrastrutture, politiche fiscali giuste ed eque, rivalutazione delle pensioni, a partire dal welfare, dalla sanità, da istruzione e ricerca sono dunque le richieste alla base della mobilitazione di Cgil, Cisl e Uil. Questioni centrali anche per lo sviluppo dell’Umbria.

 

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