Sciopero metalmeccanici a fine marzo, presidio sotto Confindustria
Preoccupazione per il futuro dello stabilimento Forvia-Faurecia di Terni. La Rappresentanza sindacale unitaria interna e la segreteria provinciale Fiom-Cgil di Terni esprimono timori riguardo al destino industriale dell’azienda, dopo la ristrutturazione e la riorganizzazione che hanno portato a 50 esuberi nel 2024.
Le organizzazioni sindacali si interrogano sulle reali intenzioni dell’azienda: la riorganizzazione è stata una misura temporanea per affrontare le difficoltà attuali, oppure è l’inizio di una scelta più radicale? Nei prossimi giorni, i sindacati chiederanno un incontro con l’azienda per fare il punto della situazione e ottenere impegni concreti sul piano industriale.
In particolare, i sindacati chiedono il rinnovo del contratto di affitto del capannone dove si trova lo stabilimento di Terni, come segnale tangibile dell’interesse dell’azienda a mantenere la produzione nel territorio.
La preoccupazione principale riguarda la possibilità che, dopo aver raggiunto gli obiettivi della ristrutturazione, l’azienda chieda nuovamente la cassa integrazione ordinaria, con il rischio che i lavoratori si trovino senza ammortizzatori sociali nei prossimi mesi.
Inoltre, il portafoglio ordini attuale prevede solo progetti di serie già in corso (Iveco e Ferrari), senza alcuna certezza di nuovi progetti. I sindacati temono che lo stabilimento di Terni possa essere escluso dalle strategie di sviluppo dell’azienda e relegato alla produzione di ricambi, con volumi ridotti.
Le richieste dei sindacati includono nuovi investimenti e riconversioni produttive, sia in settori diversi dai sistemi di scarico, sia nel settore degli autobus a idrogeno, che potrebbe coinvolgere la filiera umbra.
I sindacati ribadiscono l’importanza di rispettare gli impegni presi in passato, quando l’azienda aveva dichiarato di voler superare la crisi e rilanciarsi a partire dal 2027, rimanendo nel settore di riferimento.
I lavoratori di Forvia-Faurecia avranno l’opportunità di esprimere il loro dissenso durante lo sciopero dei metalmeccanici del 28 marzo, con un presidio sotto la sede di Confindustria a Terni, per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro.
La piattaforma unitaria presentata dai sindacati include anche la richiesta di riduzione dell’orario di lavoro, a parità di salario, per i settori in crisi come l’automotive.
I sindacati accolgono positivamente l’annuncio di un tavolo regionale sul settore automotive, auspicando che si concretizzi al più presto, anche se con anni di ritardo.

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