Dopo il presidio, una delegazione USB al tavolo del consiglio Unioncamere

Dopo il presidio, una delegazione USB al tavolo del consiglio Unioncamere

Molto partecipato il presidio di protesta organizzato dalla Federazione Regionale di USB davanti alla sede della Camera di Commercio di Perugia, in concomitanza con la convocazione del Consiglio di Unioncamere Umbria.

Per ribadire il proprio NO al licenziamento dei quattro lavoratori dipendenti di Unioncamere Umbria!

Per chiedere, un piano complessivo di razionalizzazione organizzativa dell’intero sistema camerale umbro, oggi bloccato dalla sentenza del Tar, che preveda il passaggio di funzioni e compiti svolti da Unioncamere Umbria.

Per chiedere, il ritiro degli atti illegittimi fino ad oggi prodotti, illegittimi perché in netto contrasto con una legge di riforma ad oggi congelata, sulla base della decisione del Consiglio di Stato ed in attesa del pronunciamento della Consulta sulla legittimità costituzionale dell’intero impianto della legge (art. 10, Legge Madia e D.Lgs. 219/16). Quindi può anche accadere che le Unioni regionali delle Camere di Commercio ritornino addirittura ad essere, come prima della riforma, un ente pubblico obbligatorio per legge.

Per chiedere, con forza, l’istituzione di un tavolo permanente di confronto sindacale, non ancora avvenuta nonostante le ripetute richieste da parte di USB.

Procedura di liquidazione avviata dopo la sospensione del Tar sul decreto di riforma, gestione del processo di liquidazione dell’ente a scadenza senza l’organicità prevista con il completamento del processo di razionalizzazione del sistema camerale regionale, licenziamenti illegittimi in contrasto con la legge che impone il mantenimento dei livelli occupazionali, sono solo alcune delle forti criticità degli atti collegati alla vertenza Unioncamere Umbria evidenziate da USB.

Una delegazione sindacale è stata ricevuta dal Consiglio di Unioncamere Umbria ed ha potuto quindi evidenziare direttamente agli amministratori, l’irregolarità e l’illegittimità della procedura di liquidazione di Unioncamere Umbria, che rappresenta un’anomalia per l’intero territorio nazionale.

L’USB ha proposto una soluzione alla vertenza, che allo stato attuale appare la più semplice e praticabile: revocare i licenziamenti e prolungare la fase di liquidazione dell’Unione regionale fino al completamento della riforma camerale.

Entrambi i presidenti delle due Camere di Commercio di Perugia e Terni, hanno rappresentato il proprio impegno a voler salvaguardare i livelli occupazionali dei dipendenti di Unioncamere Umbria.

Abbiamo appreso che, diversamente il Liquidatore, dopo aver inviato le lettere di licenziamento ai lavoratori, è pronto a concludere il suo mandato senza porsi alcun problema di legittimità sugli atti che sta rendendo esecutivi.

L’ USB pur riconoscendo l’uso non ortodosso in una delle precedenti comunicazioni sulla vertenza citando una “contesa di poltrone”, considera però l’impostazione data al processo di riforma in Umbria come la causa principale, che ha generato la situazione imbarazzante in cui si trova il sistema camerale ed in particolare Unioncamere Umbria.

Non si dovrebbe parlare di “salvataggio”, ma di “trasferimento” di funzioni pubbliche e applicazione del diritto al mantenimento dei livelli occupazionali, come accade in tutte le riforme che riguardano le pubbliche amministrazioni, ultima quella delle Province.

Le due Camere di Commercio di Perugia e Terni, anche se ancora in contrasto sull’attuazione della costituzione della Camera di Commercio dell’Umbria, possono tuttavia dare un segnale positivo e di responsabilità, assumendo una posizione comune di salvaguardia delle funzioni pubbliche e del personale di Unioncamere Umbria, sospendendo ogni atto volto al licenziamento dei lavoratori.

E’ chiaro che l’USB si attiverà in ogni modo e con altre azioni a tutela dell’ente e dei lavoratori, qualora non si giungesse ad una soluzione risolutiva e legittima negli interessi del sistema camerale regionale e dei diritti dei lavoratori di Unioncamere Umbria.

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