Acciaierie Terni, appello dei sindacati a deputati e senatori

 
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Acciaierie Terni, appello dei sindacati a deputati e senatori

Acciaierie Terni, appello dei sindacati a deputati e senatori

I sindacati incontrano i parlamentari umbri e gli europei, perché la vertenza Ast preoccupa di più il sindacato, non solo per la produzione, ma perché c’è in gioco la stessa sopravvivenza del sito.  Quanto prima sarà avviata la procedura di vendita, ma il sindacato mette le mani avanti. La vendita dovrà essere fatta integrale, salvaguardando i volumi, il mantenimento dei livelli occupazionali, gli investimenti.

La produzione è crollata del 35 per cento per quanto riguarda il caldo e del 20 per cento per il freddo. La pandemia da coronavirus ha avuto una influenza negativa e per questo che i sindacati si rivolgono ai parlamentari italiani e quelli eletti al Parlamento europeo per difendere le Acciaierie di Terni. Obiettivo è quello di aprire un dialogo con la multinazionale.

«Unità di intenti e impegno concreto, dal livello locale a quello europeo, per difendere una realtà industriale fondamentale per l’Umbria e per l’Italia». E’ quanto hanno chiesto a deputati, senatori ed europarlamentari di tutte le forze politiche le segreterie territoriali di Fim, Fiom, Uilm, Fismic, Ugl e Usb.

«Chiediamo – sottolineano i sindacati – il mantenimento del sito nella sua integrità sia per i livelli occupazionali, senza distinzione di contratto, che per la situazione impiantistica. Servono un’interlocuzione con la multinazionale, che ci è sempre stata negata, e una riconvocazione del tavolo al Mise che gestisca la situazione. Degli eventuali acquirenti non ci interessa la nazionalità, ma la capacità di competere nei mercati globali».

Due le riunioni tenute ieri nella sede ternana della Cgil.

Sono intervenuti, di persona o in videoconferenza, i parlamentari Walter Verini (Pd), Raffaele Nevi (FI), Stefano Lucidi (Lega), Luca Briziarelli (Lega), Leonardo Grimani (Italia Viva), Valeria Alessandrini (Lega), Tiziana Ciprini (M5s) e gli europarlamentari Antonio Tajani e Salvatore De Meo (FI), oltre ad Arcangelo Simioli, assistente di Simona Bonafè (Pd), Antonio Maria Rinaldi (Lega), Daniela Rondinelli (M5s).

«L’acciaio che si produce a Terni è forse il migliore dell’Unione Europea. Ecco perché va inserito in una strategia complessiva di rilancio di un comparto fondamentale per la politica industriale del Paese». Il vicepresidente di Forza Italia, Antonio Tajani, che ha presentato il piano del partito per il rilancio del comparto siderurgico in Italia. «Bisogna aprire un tavolo di confronto con il Governo per individuare una strategia che permetta all’industria siderurgica italiana di essere competitiva sul mercato mondiale, puntando alla valorizzazione dei comparti industriali che acquistano acciaio, ma anche sulla difesa dalla concorrenza sleale di altri Paesi – spiega Tajani –. Quello dell’industria pesante è un settore strategico in Italia, che è il secondo Paese più manufatturiero d’Europa e l’acciaio è fondamentale, non solo per Terni e Taranto, dove si vivono momenti di grande difficoltà». Nel programma, «azioni antidumping contro la concorrenza sleale cinese, turca, bielorussa e indonesiana«. «Necessario cambiare le regole di concorrenza – conclude il vicepresidente di Fi –, perché non possiamo competere con avversari globali con regole obsolete, che non permettono agli europei di difendersi».

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