Lavoratrici e i lavoratori delle pulizie dimenticati al tempo del Covid

 
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Lavoratrici e i lavoratori delle pulizie dimenticati al tempo del Covid

Lavorano fianco a fianco con “gli eroi” dell’emergenza, medici, infermieri, sanitari e come loro sono esposti ad un alto rischio contagio. La loro attività è “essenziale” per far funzionare tutto il resto, a partire dagli ospedali, ma anche fabbriche, supermercati, uffici. Eppure, di loro non parla praticamente nessuno. Sono le lavoratrici e i lavoratori delle pulizie, migliaia in Umbria, circa 600 soltanto negli ospedali della nostra regione. Un esercito di “invisibili”, che entrano a lavorare prestissimo e spesso escono prima dell’arrivo di tutti gli altri. “Nella nostra categoria, anche se si registrano degli infetti, non lo viene a sapere nessuno – racconta una lavoratrice, che preferisce restare anonima – noi non siamo molto considerati o rispettati, ma in realtà se non ci siamo noi, si ferma tutto”.
Ed è proprio con questa consapevolezza che le lavoratrici delle pulizie (parliamo infatti nella maggior parte dei casi di donne, spesso con bimbi a casa e genitori anziani da accudire) hanno continuato a svolgere il loro compito in tutte le fasi dell’emergenza, per paghe che si aggirano intorno ai 7 euro l’ora e con un contratto nazionale scaduto da 5 anni.
“Crediamo che sia arrivato il momento di fare uscire queste lavoratrici e questi lavoratori dall’ombra – affermano Riccardo Giulivi e Lucia Rossi, della Filcams Cgil di Perugia e Terni – perché oggi più che mai è chiaro a tutti quanto il loro contributo sia strategico e fondamentale e quanto lo sarà ancor di più nella cosiddetta “fase due”. Quindi – continuano Giulivi e Rossi – diciamo basta ai continui tagli, ai cambi di appalto al massimo ribasso, alla precarietà e alle paghe da fame”. Per la Filcams Cgil è prioritario rinnovare a livello nazionale il contratto multiservizi con il giusto riconoscimento economico, ma anche la Regione ha un ruolo importante: “Non solo – concludono dalla Filcams Cgil – va applicato rigorosamente il codice degli appalti (altro che sospenderlo come propone il presidente della Liguria), ma va al più presto varata una legge regionale sugli appalti, che i sindacati chiedono da tempo, per contrastare la pratica del massimo ribasso e il rischio di infiltrazioni criminali, assolutamente attuale nella fase di pesante crisi di liquidità che ci aspetta”.

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