Intesa Sanpaolo, monitoraggio distretti, Umbria cresce nell’export
Le esportazioni distrettuali umbre hanno raggiunto un nuovo record nel 2022, con un valore di 934 milioni di euro, registrando una crescita del 24,1% rispetto all’anno precedente. È quanto emerge dal Monitor dei Distretti dell’Umbria, realizzato dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, che sottolinea la brillante performance dell’export regionale e l’importante contributo della città di Perugia.
Nonostante le sfide poste dalla pandemia, l’export umbro ha mantenuto un ritmo sostenuto, con una crescita a doppia cifra che ha continuato anche nell’ultimo trimestre, registrando un aumento del 13,3%. Un risultato che ha permesso di superare ampiamente i livelli pre-pandemici, con un incremento di 168 milioni di euro (+21,9%). Questo successo è attribuibile non solo all’aumento dei prezzi alla produzione, ma anche all’elevata reattività e competitività delle specializzazioni distrettuali umbre.
Analizzando nel dettaglio i distretti monitorati, spicca la crescita del distretto della Maglieria e abbigliamento di Perugia, che ha registrato un notevole incremento del 25,6%. Seguono l’Olio umbro (+22,9%) e il Mobile dell’Alta Valle del Tevere (+18,9%), confermando la vitalità e l’innovazione dei settori produttivi umbri.
Per quanto riguarda i mercati di destinazione, gli Stati Uniti si confermano il principale mercato di sbocco, rappresentando il 19% delle vendite estere dei distretti umbri con un valore di circa 180 milioni di euro (rispetto al 16,4% nel 2021). Questo incremento è stato trainato soprattutto dal distretto della Maglieria e abbigliamento di Perugia, che ha registrato un notevole aumento delle vendite del 59,7%, superando la soglia dei 145 milioni di euro. È interessante notare anche la dinamica positiva verso i mercati asiatici, come la Cina (+63,6%) e la Repubblica di Corea (+49,6%), con l’Olio umbro che ha più che raddoppiato le vendite verso questi mercati (+103,5%). Tra i mercati europei, spiccano la Francia (+21,9%) e la Spagna (+50,4%), trainate rispettivamente dalla Maglieria e abbigliamento di Perugia (+39,6%) e dall’Olio umbro (+85,0%). Tuttavia, a causa delle tensioni geopolitiche, la Federazione Russa ha registrato un calo delle vendite del -48,4% rispetto all’anno precedente.
L’importante crescita dell’export umbro testimonia la capacità dell’economia italiana di rispondere alle complessità e alle tensioni globali, mantenendo una competitività elevata. Tuttavia, le previsioni per il 2023 indicano un rallentamento diffuso, in un contesto di domanda mondiale meno favorevole. In questa prospettiva, i distretti specializzati umbri dovranno sfruttare le caratteristiche che li rendono distintivi, come la qualità dei prodotti e la consolidata presenza sui mercati internazionali, al fine di rafforzare la propria posizione e cogliere le opportunità offerte dalla revisione delle catene globali del valore.
L’Umbria, con la città di Perugia in primo piano, si conferma dunque un protagonista di spicco nell’export italiano, dimostrando una volta di più la sua competitività e la capacità di adattarsi alle dinamiche del mercato internazionale. Con una crescita eccezionale nel 2022, l’export umbro segna un punto di svolta, offrendo prospettive positive per lo sviluppo economico e commerciale della regione.

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