Inps Umbria: cresce l’occupazione, cala la disoccupazione ma resta la fuga dei giovani

Inps Umbria: cresce l’occupazione, cala la disoccupazione ma resta la fuga dei giovani

Presentato a Perugia il Rendiconto Sociale 2024. Siniscalchi: “Trasparenza e confronto con il territorio”

Segnali positivi dal mercato del lavoro, ma la popolazione continua a diminuire e le disuguaglianze di genere restano marcate. È il quadro che emerge dal Rendiconto Sociale 2024 dell’INPS Umbria, presentato oggi a Perugia dal Comitato e dalla Direzione regionale dell’Istituto, nella suggestiva cornice del Complesso Monumentale di Santa Giuliana, presso la Scuola di Lingue Estere dell’Esercito.

Alla presenza di autorità civili e militari, rappresentanti sindacali, associazioni di categoria e patronati, il presidente del Comitato regionale Giuseppe Siniscalchi ha definito il Rendiconto “un momento fondamentale di trasparenza, conoscenza e confronto tra cittadini, datori di lavoro e istituzioni”.

Occupazione in aumento, disoccupazione in calo

Nel 2024 l’Umbria registra un saldo positivo tra assunzioni e cessazioni: 92.191 nuovi contratti contro 87.368 uscite, con un tasso di occupazione salito dal 66,5% al 68% e la disoccupazione scesa dal 6% al 4,8%.
In lieve flessione le assunzioni a tempo indeterminato e determinato, mentre diminuiscono i rapporti part-time. In crescita, seppur di poco, le prestazioni per disoccupazione, mentre si riduce il ricorso alla cassa integrazione, scesa da oltre 2 milioni di ore del 2023 a 1,6 milioni nel 2024.

Popolazione in calo e retribuzioni più basse

Sul fronte demografico, la regione perde 3.785 residenti in un anno, con un saldo naturale negativo di 5.811 unità, parzialmente compensato da un saldo migratorio positivo (+2.026).
Le retribuzioni medie restano inferiori alla media nazionale: 94 euro giornalieri per gli uomini (contro i 107,5 italiani) e 70,4 euro per le donne (contro 79,8).

Pensioni e prestazioni sociali

I pensionati umbri sono 299.054, di cui 162.958 donne. Nel 2024 sono state liquidate 25.006 pensioni previdenziali, in aumento rispetto al 2023, e oltre 12.600 prestazioni assistenziali tra indennità di accompagnamento e invalidità civile.
Si riducono i beneficiari di Opzione Donna e Quota 103, mentre crescono le pensioni legate ai lavori usuranti.

Sul fronte delle nuove misure di sostegno, sono state accolte 6.706 domande di Assegno di Inclusione e 586 di Sostegno per la Formazione e il Lavoro, a fronte delle oltre 9.000 prestazioni per reddito e pensione di cittadinanza erogate nel 2022.

Entrate e controlli

Le entrate contributive crescono dello 0,03%, un incremento più contenuto rispetto al dato nazionale (+3,28%).
Aumentano invece i recuperi da aziende con dipendenti, passati da 98 a 106 milioni di euro, mentre calano le riscossioni coattive.
In forte aumento le ispezioni INPS, da 160 nel 2023 a 261 nel 2024, con 12 ispettori operativi e nuove assunzioni in arrivo entro l’anno.

Disparità di genere e nuove sfide

Persistono forti differenze tra uomini e donne in termini di occupazione, tipologia contrattuale e trattamento pensionistico.
“Il documento non si limita a illustrare numeri e tabelle – ha detto Siniscalchi – ma racconta come le politiche previdenziali e assistenziali incidano realmente sulla vita delle persone e delle comunità”.

Il direttore regionale Antonio Maria Di Marco Pizzongolo ha evidenziato come “molti indicatori umbri mostrino un andamento migliore della media nazionale”, ricordando l’apertura del nuovo sportello INPS di Norcia e la sperimentazione della Riforma della Disabilità in corso nella provincia di Perugia.

Le conclusioni sono state affidate al presidente del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza dell’INPS, Roberto Ghiselli, che ha lodato “l’impegno dell’Umbria nell’attuazione della riforma e nella costruzione di una rete territoriale che rafforzi la coesione sociale del Paese”.

All’incontro hanno preso parte, tra gli altri, il direttore provinciale Stefano Lo Re, Angelo Manzotti (Cisl Umbria), Simone Cascioli (Confindustria Umbria), Simone Polverini (Comitato provinciale Inps di Perugia) e Francesca Di Maolo (Istituto Serafico di Assisi).

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