Imprese umbre prudenti: calo assunzioni 2024, debole il turismo

Le aziende umbre prevedono un calo delle assunzioni rispetto al 2023, con difficoltà nel settore turistico

Imprese umbre prudenti: calo delle assunzioni nel 2024

Imprese umbre prudenti: calo assunzioni 2024, debole il turismo

Imprese umbre prudenti – I dati più recenti del Sistema Informativo Excelsior evidenziano una contrazione delle assunzioni previste dalle imprese umbre per il 2024. Solo il 15% delle aziende umbre prevede nuove chiamate, rispetto al 18% della media nazionale. Questa situazione influisce negativamente sul bilancio occupazionale della regione, con un significativo impatto soprattutto nel settore turistico.

Nel mese di giugno 2024, le aziende umbre prevedono 5.560 nuove assunzioni, un calo del 5,1% rispetto allo stesso mese del 2023, quando le assunzioni furono 5.850, e una diminuzione ancora maggiore rispetto al 2022, che vide 6.160 nuove entrate. Questo calo è particolarmente evidente se confrontato con la media nazionale, che segna una diminuzione dello 0,32%, e con quella del Centro Italia, pari a -1,5%. Tra le regioni centrali, l’Umbria registra il peggior andamento, con la Toscana che mostra un leggero incremento (+0,4%) e le Marche e il Lazio in calo del 2,9% e del 2,2% rispettivamente.

Estendendo l’analisi al trimestre estivo (giugno-agosto), le assunzioni previste in Umbria sono 15.460, un calo dell’1,7% rispetto alle 15.730 dello stesso periodo del 2023. Anche in questo caso, l’Umbria si muove in controtendenza rispetto alla media nazionale (+1%) e a quella del Centro Italia (+0,2%). Tuttavia, rispetto al 2022, le assunzioni nel trimestre estivo sono in leggera crescita, passando da 15.400 a 15.460.

Il settore turistico, fondamentale per l’economia regionale durante i mesi estivi, mostra segni di debolezza. Le imprese umbre nel comparto dei servizi di alloggio, ristorazione e turistici prevedono 1.120 assunzioni a giugno 2024, un calo del 9,7% rispetto alle 1.240 del 2023 e del 20% rispetto alle 1.400 del 2022. Nel trimestre giugno-agosto, il numero di assunzioni previste è di 3.420, in calo del 7,3% rispetto alle 3.690 del 2023, ma in linea con le 3.430 del 2022.

Nonostante questo trend negativo rispetto agli ultimi anni, il confronto con il periodo pre-pandemia evidenzia un aumento delle assunzioni nel settore turistico. Nel trimestre estivo del 2024, infatti, le assunzioni sono superiori di 660 unità rispetto al 2019, con un incremento del 23,9%.

Analizzando i settori principali, le previsioni di assunzioni nel trimestre estivo 2024 vedono 3.420 nuovi posti nei servizi di alloggio e ristorazione, 2.330 nel commercio (con un incremento di 310 rispetto al 2023), 1.700 nelle costruzioni (aumento di 60), 1.780 nei servizi alle persone (invariato) e 880 nei servizi operativi di supporto alle imprese e persone (in calo di 360).

Le figure professionali più richieste in Umbria sono: operai specializzati e conduttori di impianti (35%), professioni commerciali e dei servizi (33%), profili generici (14%), dirigenti, specialisti e tecnici (11%) e impiegati (7%).

Questi dati riflettono la prudenza delle imprese umbre nel fare nuove assunzioni, influenzata in particolare dalle incertezze nel settore turistico, che continua a risentire delle fluttuazioni economiche globali.

LA DICHIARAZIONE

Giorgio Mencaroni, Presidente Camera di Commercio dell’Umbria: “I dati della nuova rilevazione Excelsior (per giugno e per il trimestre estivo giugno-agosto), che ricordo essere diventata un vero punto di riferimento per le previsioni sulle assunzioni da parte delle imprese grazie al coinvolgimento di ben 100mila aziende rappresentative del patrimonio imprenditoriale italiano, stavolta non fanno brillare l’Umbria, che accusa un calo superiore alla media nazionale e a quella del Centro. Rispetto al 2023, l’industria umbra arretra (-50 avviamenti a giugno, -90 nel trimestre estivo), come anche i servizi (-230 assunzioni a giugno, -190 nel trimestre). A pesare sull’andamento degli avviamenti nei servizi sono le previsioni delle imprese del turismo sulle assunzioni che intendo effettuare, in calo rispetto al 2023 sia a giugno che nel trimestre giugno-agosto. Ma la situazione, come ho già avuto modo di dichiarare, alla prova dei fatti potrebbe risultare migliore perché potrebbe esserci, nelle previsioni delle imprese del turismo, un eccesso di prudenza. Teniamo anche presente che la campagna promozionale estiva della Regione Umbria, che nel passato ha avuto risultati lusinghieri, deve ancora manifestare tutti i suoi effetti. Resta, e anzi si aggrava, infine, il gravissimo problema della difficoltà delle aziende a reperire le figure professionali di cui hanno bisogno. Occorre, in quest’ambito, una politica organica e persistente che abbia al suo interno, oltre alla formazione e a tutto ciò che serve a superare questo mismatch, anche un taglio del cuneo fiscale, per aumentare il reddito reale dei lavoratori e stimolare l’offerta di lavoro. In Italia e in Umbria, a fronte di questa grave difficoltà a reperire personale da parte delle aziende, c’è un’area di inattivi assai grande. Una situazione assolutamente da rimuovere se si vuole togliere questo macigno dalla strada della crescita e dello sviluppo economico e sociale”.

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