Imprese umbre in crescita, ma resta il segno meno

Imprese umbre in crescita, ma resta il segno meno

Nel terzo trimestre +132 aziende, ma -648 in un anno

Nel terzo trimestre 2025 l’Umbria torna a registrare un saldo positivo nel numero delle imprese attive, segnando un piccolo ma significativo segnale di ripresa. Tra luglio e settembre, secondo i dati di Movimprese di Infocamere, la regione conta 90.440 aziende iscritte al Registro camerale, 132 in più rispetto al trimestre precedente. Un dato che segna il secondo incremento consecutivo, dopo quello registrato nella primavera 2025, in un contesto nazionale che invece rallenta leggermente.

La tendenza umbra appare dunque in controtendenza rispetto al quadro generale: mentre nel Centro e nel resto d’Italia si osserva una lieve flessione, il tessuto produttivo regionale mostra segnali di vitalità e capacità di adattamento. Tuttavia, il confronto su base annuale restituisce ancora un quadro in chiaroscuro. Rispetto allo stesso periodo del 2024, l’Umbria perde 648 imprese, pari a una diminuzione dello 0,7%. A livello nazionale la contrazione è dello 0,6%, nel Centro dello 0,5%. Il bilancio resta quindi negativo, ma l’inversione di tendenza trimestrale lascia intravedere un recupero in corso.

Negli ultimi dieci anni la regione ha perso complessivamente quasi 5.000 imprese: nel terzo trimestre 2015 erano 95.422, oggi 90.440, con un calo del 5,2% contro il -3% nazionale e il -3,6% del Centro Italia. Un dato che racconta la fatica di un sistema economico colpito da crisi globali e shock pandemici, ma anche la capacità di reinventarsi attraverso processi di innovazione e digitalizzazione.

Particolarmente significativo l’andamento delle società di capitale, considerate un indicatore della solidità del sistema produttivo. Nel terzo trimestre 2025 sono 25.907, pari al 28,6% del totale regionale, in aumento di 200 unità rispetto al trimestre precedente. La quota resta però inferiore alla media nazionale del 33,4%. Su base annuale si registra una lieve flessione, da 17.207 a 17.171 società, segno che le imprese più strutturate in Umbria hanno sofferto più della media italiana la fase di rallentamento post-pandemia, anche per una minore dotazione finanziaria.

Nel lungo periodo, la quota delle società di capitale sul totale delle imprese umbre è comunque cresciuta: dal 21,5% del 2015 al 28,6% del 2025. Tuttavia, il divario con la media nazionale si è ampliato, passando dall’89,6% del 2019 all’85,6% nel 2025, evidenziando un tessuto produttivo ancora frammentato e dominato dalle microimprese.

La composizione per forma giuridica conferma la prevalenza delle imprese individuali, che restano la spina dorsale dell’economia regionale: 44.952 aziende, pari al 49,7% del totale. Seguono le società di capitale (28,6%), le società di persone (19%) e le altre forme (2,7%).

La fotografia complessiva descrive un’Umbria che prova a reagire pur restando fragile. Dopo anni di contrazione, il ritorno alla crescita trimestrale è un segnale di fiducia da consolidare. La sfida ora è trasformare il rimbalzo in una ripresa duratura, sostenendo l’accesso al credito, la semplificazione amministrativa e la competitività del sistema produttivo regionale.

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