Fatturati in flessione, ma utili record trainano l’Umbria
Il nuovo Annuario Economico ESG89 fotografa con precisione la forza e le criticità delle imprese umbre sui mercati internazionali. Nel 2024 l’export italiano ha superato i 600 miliardi di euro, mentre nel primo semestre 2025 ha già raggiunto 322,6 miliardi, con una crescita attesa del +4,5%. Farmaceutico, trasporti, macchinari e alimentare restano i comparti trainanti, nonostante la complessità dei dazi che ha costretto molte aziende a riposizionarsi.
In Umbria sono 229 le società con fatturato oltre i 20 milioni di euro, di cui 189 in provincia di Perugia e 40 a Terni. Il fatturato complessivo 2024 è stato di 27,328 miliardi, in lieve calo rispetto ai 27,651 miliardi del 2023. Tra queste, 99 hanno una chiara vocazione all’export, con un giro d’affari di 11,499 miliardi e un utile netto aggregato di 590 milioni. Tuttavia, 13 aziende hanno chiuso in perdita (13% del campione), segnale delle difficoltà di posizionamento sui mercati esteri. In positivo, 56 società hanno registrato utili superiori al milione e 24 hanno superato i 5 milioni.
La distribuzione territoriale evidenzia distretti produttivi distinti: Terni si conferma polo della meccanica e metallurgia, Umbertide nell’automotive, Spoleto e Foligno tra alimentare e aeronautica, Gubbio nel cemento. Bastia Umbra, Assisi, San Giustino, Narni e Città di Castello mostrano invece una presenza diffusa senza cluster specifici.
Tra i campioni per EBITDA spiccano Colacem, Cementerie Aldo Barbetti, il resort di Reschio con 7,617 milioni su 24,927 milioni di fatturato, Talenti con 12,769 milioni su 45,565 milioni, Vitakraft Italia con 11,595 milioni su 50,305 milioni, e Saci Industrie con 29,687 milioni su 145,428 milioni. Questi risultati confermano la capacità delle imprese umbre di imporsi sui mercati globali, pur in un contesto di forte instabilità.
Il presidente di ESG89, Giovanni Giorgetti, sottolinea la necessità di attrarre giovani talenti dalle scuole per garantire continuità e crescita. Senza nuove competenze, avverte, il rischio è di compromettere la sopravvivenza stessa delle eccellenze regionali.

Commenta per primo