A Perugia la segreteria regionale indica priorità e urgenze per l’Umbria del 2026
La Cisl Umbria apre il 2026 con un messaggio netto e senza sfumature: “Basta analisi e proclami, è tempo di passare alla fase operativa”. È il cuore della conferenza stampa che si è svolta a Perugia il 16 gennaio, convocata per affrontare le criticità che gravano sulla regione e per chiedere l’apertura immediata di un tavolo di confronto sulle addizionali regionali, aumentate a inizio anno e ora in grado di incidere sul reddito di circa il 40% degli umbri.
Il segretario generale Angelo Manzotti, affiancato dai membri della segreteria Giuliano Bicchieraro, Simona Garofano, Gianluca Giorgi e Riccardo Marcelli, ha ribadito che le risorse derivanti dalle addizionali devono essere destinate integralmente alla sanità, con priorità alle assunzioni e al potenziamento della risposta territoriale. Una richiesta che la Cisl considera urgente e non più rinviabile.
La fotografia scattata dal sindacato restituisce un’Umbria che, negli ultimi anni, ha accumulato fragilità strutturali: produttività stagnante, denatalità, calo demografico, servizi insufficienti nelle aree interne, infrastrutture materiali e digitali inadeguate e un’emorragia costante di giovani che lasciano la regione in cerca di opportunità migliori. Un quadro che, secondo la segreteria, rischia di consolidare salari bassi e una distribuzione della ricchezza sempre più squilibrata.
Per la Cisl, la risposta deve essere sistemica e fondata sulla partecipazione: un confronto stabile con istituzioni e parti datoriali, anche alla luce della nuova legge sulla partecipazione, per affrontare la questione del lavoro dignitoso, mettendo al centro la persona e i suoi diritti. Nel post-Pnrr, le leve decisive saranno la programmazione europea e le opportunità offerte dalla Zes, strumenti che – se ben utilizzati – possono guidare la trasformazione energetica, ambientale e digitale.
Tra le priorità indicate, la sicurezza nei luoghi di lavoro resta un tema non negoziabile. Il 2025 si è chiuso con 17 morti sul lavoro in Umbria, un dato definito “inaccettabile” dalla segreteria. Da qui l’impegno a rafforzare protocolli, vigilanza e cultura della legalità, coinvolgendo tutti gli attori economici in un percorso condiviso.
Altro nodo centrale è il Tavolo di crisi, che per la Cisl deve diventare uno strumento stabile e coordinato per affrontare le difficoltà delle imprese. “Le crisi aziendali non possono essere gestite singolarmente – sottolinea la segreteria – ma inserite in una strategia comune che favorisca sinergie e decisioni condivise”.
La conferenza si chiude con un impegno chiaro: la Cisl Umbria continuerà a essere presente, protagonista e responsabile, pronta a collaborare ma anche a sollecitare risposte concrete per un’Umbria che vuole tornare a crescere.

Meglio tardi che mai.