Brunello Cucinelli, per l’imprenditore umanista la pandemia volge al termine

Grazie al vaccino tra qualche mese saremo fuori dalla crisi

 
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Brunello Cucinelli
Brunello Cucinelli, per imprenditore umanista la pandemia volge al termine

Brunello Cucinelli, per l’imprenditore umanista la pandemia volge al termine

di Rossano Pastura

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Sono sicuro che tra due, tre mesi finirà questo incubo, anche se la mia azienda chiude l’anno con un dieci per cento in meno del fatturato“.

A portare questa ventata d’ottimismo è Brunello Cucinelli, il re del cachemire, in un’intervista ad Antonello Caporale, pubblicata sul il Fatto Quotidiano in edicola oggi, lunedì 28 dicembre 2020. L’imprenditore del lusso umbro ha una spiegazione per questo sentimento positivo: “rispetto ad altri settori siamo stati anche meno colpiti e abbiamo capito da subito che questa sventura non affonda i piedi in un crash della finanza come nel 2009. La Cina viaggerà l’anno prossimo a un +10 per cento del Pil, l’America del nord tra il 4 e il 5. Sono numeri che danno sollievo, e il vaccino è l’exit strategy“.

Cucinelli, con la solita schiettezza, parla del momento particolare che vivono gli italiani, sa che “quando hai la morte negli occhi, o solo la paura che ti soggioga, non pensi a come devi vestirti, certo non hai testa per il cachemire”.

Detto da chi vende cachemire questa cosa sembra strana, però Cucinelli è sicuro che questa sventura avrà una fine:

“so che tra due mesi saremo quasi liberi, so che i risparmi delle famiglie italiane ammontano a diecimila miliardi di euro per questo posso dire di essere ottimista”.
Brunello Cucinelli, re del cachemire
Brunello Cucinelli

Nell’intervista a Cucinelli viene sollevato un dubbio, la pandemia non rischia di allontanare il lusso dalla quotidianità? Quando regna l’infelicità il piacere, o l’idea che esso dona, potrebbe sembrare fuori luogo. Un elemento non in sintonia con il dolore causato dal virus. Come può il cachemire tornare fra noi?

Cucinelli ha la ricetta per lenire queste ferite: “Il sentimento collettivo è cambiato, l’umore è cambiato. E noi che disegniamo i capi dobbiamo esserne interpreti”.

Il Covid cambierà anche lo stile e la tipologia dei prodotti e l’imprenditore di Solomeo è pronto alla sfida: “sappiamo che la nostra clientela cerca cose di alta qualità che resistano nel tempo. Vuole pagare ma vuole che conservino una vita lunga. E siano capi più sobri, con colori meno spinti, vivi, vulcanici”.

I capi delle nuove collezioni spiega Cucinelli avranno “una luce più soffusa, più dolce. Un affresco neutro, composto. Il nostro cachemire sarà così“.

L’imprenditore del lusso ha una visione migliore della nostra società, percependo “un’Italia meno litigiosa, con un lessico tutto sommato più custodito. Non ci sono punte di acredine incontrollata. Noto un qualche sforzo a ridurre l’insulto”.
  • Una situazione “Tutto sommato meglio di ciò che temevo”.

Secondo Cucinelli questi sono segnali positivi, nonostante l’Italia nel panorama internazionale sia in alto nella classifica dei decessi e nelle posizioni di coda per quanto riguarda il Pil: “stiamo affrontando questa sventura in modo più che dignitoso. E sebbene la crisi abbia portato al default tante imprese, e alla fame vera tante persone, non c’è stato l’autunno caldo che si paventava, non si sono visti scontri di piazza, fenomeni di ira, di violenza. Segno che questo drammatico processo in qualche modo è stato governato, gestito“.

Cucinelli, in un passaggio dell’intervista, mette in evidenza l’attenzione per la soddisfazione, non solo economica, dei suoi dipendenti, e qui esce fuori il “capitalista umanista”: “i 2100 dipendenti non hanno visto ridotto un euro del loro salario e nessuno è stato o sarà licenziato. Nei primi due mesi della pandemia il governo ci ha aiutato con la cassa integrazione e noi abbiamo compensato la differenza. Da maggio scorso facciamo da soli. Abbiamo deciso anche di non chiedere sconti ai fornitori. I contratti in essere sono stati rispettati e saldati”.

L’ottimismo dell’imprenditore umbro ha fondamenta solide, secondo Cucinelli: “coloro che oggi non hanno voglia, e io dico giustamente, torneranno presto ad affacciarsi nei negozi. La produzione di articoli di pregio è il volto che l’Italia si è conquistata nel mondo. Abbiamo un capitale umano invidiabile, e un talento ancora adesso indiscutibile. Il mondo non ci chiede prodotti di poco conto e di poco prezzo, sa che da noi non li riceverebbe e soprattutto sa che noi non siamo competitivi su quel fronte. Dall’Italia chiede il meglio, ed è questa la nostra grande fortuna. Il 9 novembre, quando il vaccino è divenuto realtà, ho capito che ancora una volta ce l’avremmo fatta”.

Cucinelli si sa, è un imprenditore attento alle dinamiche sociali e sempre pronto ad investire in cultura e nella valorizzazione delle bellezze della sua terra, l’Umbria.

Il re del cachemire chiude l’intervista con una citazione e l’annuncio di un gesto degno di ammirazione: “Sa che diceva Tommaso Moro? Signore dammi la pazienza di accettare le cose che non posso cambiare e la forza di cambiare le cose che posso cambiare”.

E sulla base di ciò l’annuncio di un gesto che ci riporta a quell’umanità dell’impresa a cui Cucinelli è sempre molto attento: “abbiamo deciso di donare l’invenduto. Diamo alle associazioni che ce li chiedono i capi di alta qualità che sono in magazzino e non potranno più andare sul mercato. Sono micro doni che però facciamo con piacere. A me gratifica tanto”.

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