Sospeso il fermo nazionale previsto dal 25 maggio in Brescia
Il fermo nazionale dei mezzi pesanti programmato dal 25 al 29 maggio è stato sospeso dopo l’incontro di venerdì tra il governo e le sigle dell’autotrasporto. La riunione, presieduta dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ha portato a una serie di impegni che hanno convinto Unatras e le associazioni di categoria a rinviare la protesta inizialmente prevista.
Cna Fita, Confartigianato Trasporti, Confcooperative e Legacoop Produzione e Servizi hanno riconosciuto nel risultato un primo segnale concreto verso le richieste formulate dalle loro organizzazioni per contrastare gli effetti del rincaro dei carburanti sul settore.
I provvedimenti economici annunciati
L’esecutivo si è impegnato a stanziare 200 milioni di euro aggiuntivi, in aggiunta ai 100 milioni già previsti, sotto forma di credito d’imposta. Le risorse sono destinate a compensare i maggiori costi sostenuti dalle imprese di trasporto per l’acquisto di carburante. Il taglio delle accise, intanto, è stato prorogato fino all’8 giugno, fornendo un ulteriore respiro alle aziende del settore.
Tra le altre misure, il governo ha concordato la sospensione del versamento di alcuni contributi fino a luglio 2026. È stata inoltre ridotta da sessanta a trenta giorni, con decorrenza ottobre, la finestra temporale entro cui le imprese possono usufruire del rimborso delle accise.
La ricostituzione della consulta e le riforme strutturali
Una delle decisioni più significative riguarda la ricostituzione della consulta generale per l’autotrasporto, uno spazio istituzionale dove affrontare misure normative ritenute fondamentali dalla categoria. In questa sede si intende discutere del fuel surcharge, meccanismo che dovrebbe garantire una maggiore trasparenza nella formazione dei costi di trasporto.
L’istituzione della consulta rappresenta un’opportunità per avviare una riforma più ampia del settore, mirata a superare le debolezze strutturali che lo caratterizzano. Tra queste, le tariffe particolarmente compresse che non generano margini di profitto nemmeno in fasi di congiuntura economica favorevole.
L’impegno del governo sui compensi futuri
L’esecutivo ha inoltre promesso di valutare sistematicamente l’impatto delle eventuali future riduzioni delle accise sul credito d’imposta riconosciuto alle imprese dell’autotrasporto, con l’intento di adottare misure compensative adeguate quando necessario.
I rappresentanti delle associazioni, Marcello Volpi, Stefano Boco, Matteo Ragnacci e Lorenzo Mariani, hanno manifestato cautela riguardo alla revoca definitiva del fermo. La sospensione temporanea rimane condizionata alla concretizzazione degli impegni in provvedimenti specifici e tempestivi, in particolare rispetto ai tempi di erogazione dei trecento milioni di euro promessi.
Lo scenario energetico internazionale
La decisione del governo beneficia anche del contesto internazionale in corso di evoluzione. Emerge infatti la possibilità di un’imminente riapertura dello stretto di Hormuz, snodo geopolitico cruciale per i flussi energetici globali. Tale sviluppo potrebbe contribuire progressivamente al miglioramento del quadro economico complessivo, con effetti positivi anche sui costi dei carburanti.
Le aziende di trasporto rimangono tuttavia in una condizione di forte pressione economica e dichiarano di non essere più in grado di sostenere ulteriori ritardi nell’implementazione delle misure promesse.

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