Ast, Lucidi (M5S): “No alle elemosina a Terni per lavarsi la coscienza”

Le briciole, nello specifico, sono rappresentate da un ciclo di lezioni universitarie del corso di laurea in ingegneria industriale di Terni

 
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Ast, Lucidi (M5S): “No alle elemosina a Terni per lavarsi la coscienza”

dal Senatore Stefano Lucidi, M5s
Dopo 130 anni di guadagni miliardari e dopo aver lasciato a terra e in aria uno dei siti più inquinati d’Italia, a Terni arrivano le briciole di AST-Thyssenkrupp” Lo afferma in una nota il Senatore umbro del MoVimento 5 Stelle Stefano Lucidi.

“Le briciole, nello specifico, sono rappresentate da un ciclo di lezioni universitarie del corso di laurea in ingegneria industriale di Terni che dal 12 marzo al 30 maggio, saranno tenute nell’ambito di tecnologie metallurgiche e siderurgia dal professor Andrea Di Schino. Il caso del prof. Di Schino – sottolinea Lucidi – è abbastanza emblematico perché dopo aver conseguito la maturità scientifica a Terni si laurea in Fisica presso Università degli Studi di Pisa per conseguire poi il titolo di Dottore di Ricerca in Ingegneria dei Materiali presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, con una tesi dal titolo: “Metallurgia degli acciai inossidabili austenitici ad alto tenore d’azoto”. Appare evidente che il ruolo di Terni in questa importante carriera accademica sia molto marginale”.

inizia così la nota del Senatore Stefano Lucidi
Senatore Stefano Lucidi, M5s

 “Consideriamo questa azione, tanto sbandierata, una vera e propria elemosina fatta alla città – commenta il senatore del MoVimento 5 Stelle – frutto di un accordo tra la stessa AST e l’Università degli Studi di Perugia, che si risolve in qualche lezione tenuta da ingegneri dell’azienda e che prevede anche una gita di istruzione dentro la fabbrica. Viene da chiedersi perché in 130 anni di presenza sul territorio a nessuno sia venuto in mente di insediare a Terni una sede universitaria autonoma con specializzazioni in meccanica, idraulica e chimica”.

“Quella fabbrica – continua Lucidi -, che oggi qualcuno ancora si ostina a decantare con gli stessi numeri degli anni settanta, non è riuscita a lasciare la sua impronta positiva in città. Un’azienda seria e legata veramente al territorio avrebbe agito in maniera più virtuosa, sopperendo, come in altri casi, alla mancanza di visione della classe dirigente ternana che da sempre ha vissuto in maniera subalterna ai padroni. Padroni che sono a volte industriali come nel caso dei tedeschi oppure padroni politici come nel caso di Perugia. Ma sempre di subalternità ai padroni si parla. Terni ha bisogno di altro, di un piano B che preveda un atteggiamento diverso verso la città nuova, ma per fare questo serve una classe dirigente illuminata sia politica che industriale”. “Per questo – conclude la nota – diciamo NO all’elemosina dei padroni su Terni”.

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