Umbria mobilità, tutti assolti, scelte razionali, fu vero salvataggio

 
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Umbria mobilità, tutti assolti, scelte razionali, fu vero salvataggio

Umbria mobilità, tutti assolti, scelte razionali, fu vero salvataggio

La sezione centrale d’appello della Corte dei conti, presieduta da Agostino Chiappiniello, ieri ha rigettato il ricorso della procura della magistratura contabile. La ex presidente Catiuscia Marini e gli altri 43 citati in giudizio dalla Corte dei Conti non dovranno pagare i 44 milioni di euro come aveva chiesto l’ex procuratore contabile di Perugia, Antonio Giuseppone, per la gestione di Umbria Mobilità.

In 88 pagine di sentenza, la sezione centrale d’appello della Corte dei conti ha, dunque, rigettato il ricorso della procura della magistratura contabile. «Scelte razionali» nell’operato degli amministratori pubblici e nessun danno erariale, quanto piuttosto la realizzazione dei «presupposti per l’esercizio delle funzioni di controllo sulle societa`partecipate dagli enti pubblici».

I giudici di primo grado avevano praticamente assolto 45 tra ex vertici di Umbria Tpl e mobilità e consiglieri di amministrazione della società, fino al 2012, e i rappresentanti degli organi politici regionali dall’accusa di danno erariale.

La procura aveva infatti chiesto oltre che ai manager – ben 44 milioni di euro per i contributi erogati a Umbria mobilità dopo la crisi finanziaria del 2012, agli ultimi tre cda dell’azienda, alle due giunte Marini (tranne Luca Barberini dimissionario), ad alcuni consiglieri regionali e a quasi tutto il consiglio della Provincia di Perugia.

I giudici, pur dichiarando il proprio difetto di giurisdizione, avevano sottolineato come certe scelte avessero contribuito a mantenere un servizio essenziale come quello del trasporto pubblico.
Sentenza «integralmente confermata» in appello, con la sezione centrale che ha anche disposto di liquidare le spese legali ai 45 convenuti per un totale di quasi 150mila euro.

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