Il bambino si slacciò la cintura e scese da solo. Nessuna responsabilità penale per i genitori
È stata archiviata l’inchiesta penale per la morte di Matei Achitei, il bambino di 7 anni investito e ucciso da un van familiare nel piazzale della ditta dove lavorava il padre, a Sant’Andrea delle Fratte. Lo ha deciso il gip Natalia Giubilei, accogliendo la richiesta del pm Franco Bettini e disponendo anche il dissequestro e la restituzione del veicolo. Lo scrive Enzo Beretta sul Messaggero dell’Umbria.
Il giudice ha definito l’episodio «un evento non connotato da una ragionevole prevedibile condanna», classificandolo come una tragica fatalità. Secondo le indagini, il piccolo si sarebbe slacciato la cintura e sarebbe sceso autonomamente dal minivan mentre questo stava ripartendo, con in mano il rialzo del seggiolino.
Il padre, alla guida del mezzo, avrebbe eseguito una manovra rapida per liberare il passaggio a un altro veicolo, senza accorgersi della presenza del figlio che, caduto, è finito sotto una ruota, morendo sul colpo. Nessuno dei presenti, nemmeno i fratelli all’interno del mezzo, si sarebbe accorto della discesa del bambino.
Una coppia testimone ha riferito di aver visto il piccolo perdere l’equilibrio e cadere poco prima che il mezzo si muovesse. Inutili i soccorsi. Il padre si è immediatamente fermato, scendendo disperato. La madre e gli altri cinque figli, di età compresa tra uno e tredici anni, sono rimasti sotto choc.
La famiglia, originaria della Romania e residente a Magione, è parte della comunità evangelica locale, che si è stretta attorno a loro fin da subito. Entrambi i genitori erano assistiti dall’avvocato Simone Pillon, che ha dichiarato: «La famiglia, ancora chiusa nel riserbo del lutto, ha molto apprezzato la decisione del giudice. Matei è morto per circostanze impossibili da prevedere e prevenire. I genitori avevano adottato tutte le misure di sicurezza previste».

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