Truffa online nel falso trading: un professionista perugino derubato di 150.000 euro
Un professionista perugino è stato vittima di una truffa online nel campo del falso trading, perdendo la somma di 150.000 euro. Questo amaro episodio – raccontato oggi dal Messaggero dell’Umbria – lo ha portato a confrontarsi con la realtà devastante di aver creduto di guadagnare, mentre invece i bonifici che aveva effettuato erano finiti direttamente sui conti dei truffatori. Questa cifra include anche un prestito che aveva contratto appositamente per finanziare l’attività di trading, che sembrava promettere guadagni facili e immediati ma che ora dovrà ripagare.
L’inizio della truffa è stato un video su Facebook – scrive Michele Milletti sul Messaggero – , in cui un personaggio famoso promuoveva grandi opportunità di guadagno. Il video sembrava autentico sotto tutti gli aspetti, ma l’uomo ha scoperto amaramente che in realtà era stato creato con l’intelligenza artificiale.
“Incuriosito da quel video, ho deciso di approfondire la questione e ho seguito tutte le istruzioni fornite”, ha raccontato il professionista. Così ha avuto inizio la truffa, ma all’inizio l’uomo non poteva immaginare cosa lo aspettasse.
Inizialmente, ha affrontato l’intera situazione con curiosità e massima attenzione, consapevole del rischio di una possibile “fregatura”. Tuttavia, man mano che procedeva, i suoi dubbi iniziali si sono sciolti.
Ciò è stato possibile per due motivi. “Innanzitutto”, ha spiegato l’uomo, “la pagina del sito che mi è stata presentata corrispondeva in tutto e per tutto a quella di uno dei più noti e rinomati siti di trading online. Inoltre, ho notato che il saldo del mio conto stava aumentando”.
Questo è il fattore chiave, sia tecnico che psicologico, che ha convinto definitivamente la vittima della validità delle sue azioni. Non bisogna pensare che sia facile evitare certe trappole, perché una volta che si ha la percezione di essere parte di un circuito serio, l’aspetto psicologico assume un ruolo predominante.
Proprio come in questo caso. “Dopo aver inviato i miei documenti”, ha continuato il professionista, “mi è stato richiesto di versare 250 euro su un conto estero per iniziare ad investire online. Mi è stato spiegato che i miei soldi sarebbero stati convertiti in criptovalute per svolgere queste operazioni e che poi sarebbero stati riaccreditati in euro sul mio conto corrente”.
Inizialmente, l’uomo, non essendo un esperto del settore, non si è accorto delle differenze tra il link che gli è stato inviato e quello del vero e legittimo sito di trading. Questo è un altro elemento che apre la porta alla truffa: il sito falso che sembra identico a quello autentico, ma differisce per una piccola variazione che è difficile da riconoscere se non si è estremamente attenti.
“Quando ho iniziato a vedere che il mio investimento iniziale fruttava profitti, ho chiesto di ritirare una parte dei soldi”, ha proseguito il cinquantenne. “Mi hanno chiamato da un numero estero”, ha ricordato l’uomo, “era un ragazzo gentile che mi ha spiegato che potevo ritirare i soldi solo dopo aver pagato una tassa di transazione”.
E così, il professionista perugino ha iniziato a inviare ulteriori pagamenti per coprire le “tasse di transazione” richieste dai truffatori. Ogni volta che versava denaro, gli veniva promesso un ritorno ancora più elevato. La sua fiducia era saldamente radicata, e i truffatori ne approfittavano al massimo.
È solo quando ha cercato di prelevare l’intera somma guadagnata, che l’uomo ha realizzato di essere stato vittima di una truffa. I truffatori hanno improvvisamente interrotto ogni contatto e il sito web è scomparso. In quel momento, ha capito di aver perso tutti i suoi risparmi e di essere stato ingannato da abili manipolatori che avevano sfruttato la sua fiducia e la sua ingenuità.
Dopo aver preso coscienza di quanto accaduto, il professionista perugino ha immediatamente sporto denuncia alle autorità competenti.

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