Trovare un medico nei giorni festivi? Un’impresa! la storia di Francesca colpita dal covid
«Trovare un medico di medicina generale nei giorni festivi quando si è colpiti dal covid-19 è un’impresa difficile che mette addosso panico e tristezza, come sentirsi abbandonati dalla sanità pubblica». A scrivere questo in una lettera, pubblicata dal Messaggero Umbria, è Francesca di 66 anni, con problemi di salute piuttosto seri che nel corso delle festività si sono aggravati a causa del covid, pur essendosi vaccinata con due dosi. Le altre non le ha potute fare perché il suo medico di famiglia ha riscontrato nella signora una miocardite che sconsigliava la terza e quarta dose.
«Il giorno dell’Epifania – racconta la signora al Messaggero – mi sono sentita male. Oltre che dolori forti in ogni parte del corpo anche la febbre è cominciata a salire vertiginosamente fino a sfiorare i 39.8 gradi centigradi. Mi sono subito allarmata ed ho chiesto ai miei famigliari di chiamare i medici dell’Unità continuativa assistenziale (Uca). Con mia grande sorpresa è stato riferito che questi medici che dovevano garantire l’assistenza su richiesta erano stati licenziati e il servizio soppresso alla fine dell’anno».
La signora Francesca – riporta il quotidiano – voleva andare al pronto soccorso dell’ospedale. «La febbre – continua – non accennava a scendere sebbene mi imbottivo di tachipirina. Ma poi ho pensato che in ospedale forse la mia situazione sarebbe peggiorata anche per le tante infezioni in giro e la miocardite. Così ho pensato di rimanere a casa, pensando che poi alla fine qualcuno di medicina territoriale mi avrebbe visitato. Invece niente, nessuno si è visto e non sono ancora guarita dal virus. Mi sono anche rivolta al mio medico di famiglia ma – conclude – ha risposto che non poteva venire a visitarmi poiché per i malati covid servono dei presidi che l’Usl ancora non aveva distribuito».

Commenta per primo