Terrorismo, almeno una ventina le espulsioni, provincia di Perugia percentuali più alte

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Terrorismo, almeno una ventina le espulsioni, provincia di Perugia percentuali più alte Terrorismo, almeno una ventina le espulsioni, provincia di Perugia percentuali più alte In Umbria, e in particolare nella provincia di Perugia, le percentuali di espulsioni per terrorismo rispetto alla popolazione sono le più alte in Italia. Lo riporta oggi la Nazione Umbria specificando che solo negli ultimi anni, ad essere allontanati dal capoluogo umbro sono stati circa venti, imam e non solo. Si tratta – scrive il quotidiano – di uomini e donne che andavano predicando la supremazia dell’Islam sull’Occidente, la punizione per gli infedeli, incitavano all’odio e condividevano video e ideologie estremiste e violente.

L’ex imam di Ponte Felcino, arrivato a Perugia nel febbraio del 2017 e indagato nell’agosto, è stato l’ultimo espulso. Imbarcato su un volo di sola andata per l’Egitto due giorni fa per motivi dei prevenzione al terrorismo.

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Pochi mesi fa – scrive ancora la Nazione – era toccato a due uomini di origine marocchina residenti a Umbertide e Gubbio accusati di aver inviato soldi ai combattenti dell’Isis in Siria, di aver lavorato per il reclutamento di aspiranti foreign fighters da spedire nello stesso teatro di guerra.

Uno dei due ha anche a suo carico una precedente condanna per finanziamento a gruppi terroristici e anche un legame di parentela con un jihadista appartenente a una cellula marocchina smantellata qualche anno fa dalla polizia.

Il Viminale nel luglio scorso aveva espulso un marocchino di 52 anni, residente a Perugia dove era stato imam presso il Centro Culturale Islamico e dal quale era stato allontanato a seguito della sua impostazione salafiyya. Aveva contatti stretti con l’islam radicale e faceva sermoni considerati ’estremi’ nelle moschee di Perugia e Corciano senza contare che era in contatto con l’ex imam della moschea di Ponte Felcino arrestato nel 2007, condannato per terrorismo e poi espulso dal territorio nazionale.

La polizia aveva accertato che il 52enne aveva contribuito a radicalizzare appunto due tunisini espulsi, nel 2015 e nel maggio 2017. Espulso anche un altro 52enne, residente a Città di Castello che si era fatto indottrinare da un altro estremista, un 32enne albanese anch’egli allontanato sempre per motivi di sicurezza nazionale.

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