Colpo sventato alla Bartoccini, bottino limitato e ricerche in corso
Tentata rapina – Nel primo pomeriggio di ieri, due rapinatori hanno tentato un furto all’interno della gioielleria Bartoccini situata nel centro commerciale di San Sisto, a pochi metri dall’ospedale. I malviventi, introdottisi durante l’orario di chiusura forzando le porte con un attrezzo simile a un divaricatore, sono stati messi in fuga dalla reazione della titolare, che si trovava nel laboratorio al piano inferiore.
L’episodio è avvenuto attorno alle 13:30, quando il punto vendita era ufficialmente chiuso al pubblico. La signora Fedella Bartoccini, ancora presente nei locali, ha avvertito forti rumori provenire dall’ingresso. I due uomini, credendo il negozio vuoto, hanno sfondato l’accesso. L’imprevista presenza della commerciante ha però scompaginato i loro piani.
Salita prontamente al piano superiore, la donna ha reagito lanciando oggetti contro gli intrusi, incluso il proprio cellulare. Urlando e affrontando fisicamente i ladri, ha costretto i due alla fuga, impedendo che potessero mettere completamente a segno il colpo. L’assalto si è trasformato in un confronto diretto: una delle vetrine è stata danneggiata, ma la maggior parte della merce era già stata messa in sicurezza.
I rapinatori, non armati, si sono rapidamente allontanati a bordo di un’auto, forse con un complice alla guida, facendo perdere le proprie tracce. Immediato l’intervento delle pattuglie della Squadra Volante e della Mobile, con il supporto della Scientifica per i rilievi. Sono in corso ricerche su tutto il territorio regionale per identificare e rintracciare i responsabili.
Nonostante l’effrazione e il danneggiamento di alcune teche, il bottino risulta limitato e resta da definire con precisione il valore dei beni sottratti. Le autorità stanno vagliando le registrazioni delle telecamere di sorveglianza e ascoltando le testimonianze.
L’episodio rappresenta l’ennesimo colpo subito dal marchio Bartoccini, fondato da Mario Bartoccini nel 1964. L’azienda ha già affrontato altri tentativi di furto, l’ultimo dei quali risale a pochi mesi fa, nella sede di Trevi. La famiglia, storicamente impegnata nel settore orafo, torna a sollecitare un rafforzamento delle misure di sicurezza, considerate ormai indispensabili per proteggere l’attività da ulteriori episodi criminali.

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