Stupro alla piscina dopo la festa, c’è il video degli abusi

Stupro alla piscina dopo la festa, c’è il video degli abusi

Stupro alla piscina – La violenza sessuale alla piscina di Ponte San Giovanni sarebbe raccontata in un video, immagini che potrebbero fornire elementi importanti. Grazie a quei frame potrebbero emergere elementi utili.

«Avevo perso i sensi. Quando mi sono ripresa c’era un ragazzo che mi stava violentando. Non so come, ma io e la mia amica siamo riuscite a fuggire». È il racconto della ragazza vittima della violenza di gruppo, nella notte tra mercoledì e giovedì nella piscina di Ponte San Giovanni.

Le ragazze martedì erano arrivate in treno, avevano incontrato alcuni dei ragazzi ed erano andate alla festa di Ponte Pattoli, poi si sono spostate in piscina. Lì è successo l’abuso. La più giovane delle due ha denunciato di essere stata stuprata, sembrerebbe da un paio di ragazzi, mentre l’altra è stata molestata e palpeggiata.

Dopo la chiamata al 112 i ragazzi, otto giovani italiani e nordafricani, almeno un paio sembrerebbe con precedenti, sono scappati. I prelievi di rito effettuati in ospedale, dove le ragazze sono state accompagnate per il soccorso e i controlli, serviranno poi per la comparazione del Dna e l’attribuzione delle singole responsabilità.

La polizia sa nomi e cognomi di almeno un paio di loro. Alcuni ragazzi del branco che hanno stuprato una ragazza e ne hanno molestata una seconda conoscevano le vittime. Grazie al lavoro incessante degli agenti della squadra mobile alla guida di Gianluca Boiano, hanno già una vera identità.

Oltre ai telefoni, stanno scandagliando le immagini della videosorveglianza della piscina di Ponte San Giovanni. Secondo quanto si apprende, al vaglio degli investigatori ci sarebbero alcune chat sui social network da cui si evincerebbe non solo la pregressa conoscenza tra le ragazze e il gruppo con tanto di appuntamento per la serata stessa, ma anche elementi importanti per stringere il cerchio sul branco.

Le ragazze, sconvolte per l’accaduto, e la più piccola in stato di alterazione dovuto all’assunzione di alcol, cosa che l’ha resa ancora più vulnerabile durante l’aggressione, sono state sentite un paio di volte dagli agenti di polizia.

E’ stata proprio la più giovane a raccontare di aver perso conoscenza e di essersi ripresa quando la stavano violentando. Intanto, una prima informativa è stata depositata in Procura che al momento procede, probabilmente ancora per poco, contro ignoti. Assistita dall’avvocato Ruggero Benvenuto, la ragazza vuole contribuire a dare nome e cognome ai suoi aguzzini.

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