Studentato San Bevignate, Consiglio di Stato dà ragione alla Soprintendenza

#Collegio studentesco di #SanBevignate, altro colpo di scena!

Studentato San Bevignate, Consiglio di Stato dà ragione alla Soprintendenza

In quel sito non si può costruire una struttura di quella portata. E’ Così il consiglio di stato dice di no allo studentato Adisu di San Bevignate. Una vicenda che va avanti da cinque anni. Con sentenza non definitiva del 17 settembre, il collegio presieduto dal giudice Sergio Santoro si è espresso a favore del parere della Soprintendenza che “boccia” la costruzione della struttura, contraria ad elementi paesaggistico-architettonici di questa parte della città.

A metà novembre si conoscerà la parola fine quando con rito ordinario l’organo supremo di giustizia amministrativa dovrà dichiarare se quel parere, anche alla luce dei pronunciamenti del Tar e del ricorso dell’Adisu, è annullabile.

La strada comunque è quella di non far costruire la casa dello studente. Si apre dunque la partita dei risarcimenti, per primo l’impresa che aveva già speso quasi un milione per la cantierizzazione dell’opera. Chi dovrà risarcire? La Regione, il Comune o l’Adisu?

Nel parere accolto si dice inoltre che «dal punto di vista naturalistico del paesaggio, il progetto del manufatto confligge con il sito vincolato».

«Il progetto del manufatto confligge con il sito vincolato – scrive la Soprintendenza –, per i previsti volume, forma, materiali, colori e disegno dissonanti ed estranei alla dorsale collinare, in vicinanza alla strada che la contrassegna e in contrasto visivo con il contesto naturale tutelato e la sua originaria bellezza, in cui andrebbe ad essere pesantemente e visibilmente inserito» l’immobile. L’intero paesaggio «verrebbe lambito e visibilmente sovrastato nella realtà e nella percezione panoramica dal manufatto medesimo, con l’effetto definitivo ed irreparabile di grave menomazione e depauperamento del tratti naturalistici, storici ed identitari del luogo. C’è poi la presenza di altissimo rilievo storico-artistico, nelle immediate vicinanze del progettato intervento, del duecentesco complesso monumentale dell’intatta e imponente chiesa templare di San Bevignate – unica nel genere in Italia e una delle testimonianze meglio conservate in Europa dell’Ordine dei Cavalieri del Tempio. Sicché – conclude la Soprintendenza – il progettato manufatto per la sua mole e invasività trasforma e altera fino alla perdita di connotazione l’assetto particolare del paesaggio vincolato». Ora non resta che attendere la sentenza definitiva.

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