Volontari denunciano la sparizione totale degli animali protetti
La colonia felina di Valfabbrica, piccola località umbra riconosciuta dal Comune e seguita da volontari, si trova al centro di un caso inquietante: tutti i gatti neri sono scomparsi nel giro di poche settimane. Una sparizione improvvisa e totale, che alimenta il sospetto di un atto intenzionale e non di una semplice coincidenza naturale.
Chi accudisce da anni gli animali racconta una realtà fatta di dedizione quotidiana, con controlli veterinari e regolari rifornimenti di cibo. Tuttavia, negli ultimi giorni il silenzio del rifugio ha reso palpabile l’assenza dei gatti neri, mentre gli altri esemplari sono rimasti al loro posto. Secondo i volontari, ciò rafforza l’ipotesi di una selezione mirata e di un possibile episodio di crudeltà organizzata.
Il fenomeno, purtroppo, non è isolato. Associazioni animaliste attive a livello nazionale denunciano da anni un’esposizione maggiore dei gatti neri a rapimenti, maltrattamenti e riti esoterici, soprattutto nei periodi dell’anno a ridosso di festività o ricorrenze legate a superstizioni popolari. Le segnalazioni, spesso archiviate per mancanza di prove, rivelano un contesto inquietante in cui la superstizione continua ad alimentare atti criminali mascherati da ritualità occulte.
Le autorità locali, informate della situazione, stanno valutando l’apertura di un fascicolo d’indagine. Nel frattempo, la responsabile della colonia ha annunciato formalmente la presentazione di una denuncia contro ignoti, dopo aver verificato che gli animali non si trovano neppure presso le proprietà vicine. Tale iniziativa potrebbe rappresentare un punto di svolta per far luce su un fenomeno che, secondo gli esperti, è tutt’altro che isolato in Italia.
La Legge 281 del 1991 tutela i gatti che vivono in colonia, vietandone la cattura, la vendita e qualsiasi forma di maltrattamento. Le norme del codice penale, nei commi 544-bis e 544-ter, qualificano come reato l’uccisione e la crudeltà su animali. Ciò significa che eventuali responsabili della sparizione rischiano pene severe e procedimenti penali. Inoltre, la legislazione nazionale vieta categoricamente lo sfruttamento del pelo animale, anche in forma indiretta, per la produzione di accessori o indumenti.
Gli animalisti locali chiedono adesso controlli più serrati sul territorio e una campagna di sensibilizzazione per abbattere pregiudizi e superstizioni che, ancora oggi, rendono i gatti neri vittime di paure antiche. “Non è solo una questione di animali – spiegano i volontari – ma di civiltà e rispetto della vita”.
Intanto, a Valfabbrica, restano solo ciotole vuote e il muto presidio dei pochi felini rimasti. Una comunità intera attende risposte, mentre il mistero cresce intorno a un’assenza che pesa non solo sui volontari, ma sull’intero senso di umanità di chi osserva senza poter intervenire.

Commenta per primo