Rapina a minorenni, individuato il quarto componente del gruppo

Rapina a minorenni, individuato il quarto componente del gruppo

Rapina a minorenni, individuato il quarto componente del gruppo

La Polizia di Stato di Perugia ha dato esecuzione ad una ordinanza di applicazione della misura cautelare del Collocamento in Comunità, emessa lo scorso 30 dicembre 2022 dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale per i Minorenni di Perugia, nei confronti di un minore, sottoposto ad indagini, in concorso con altri tre minorenni, in ordine ad alcune rapine aggravate occorse sul territorio Perugino.

La citata ordinanza completa gli esiti delle indagini svolte da parte della Squadra Mobile (che in data 8 novembre 2022 aveva dato esecuzione alla misura cautelare del Collocamento in Comunità nei confronti di altri tre minorenni indagati, a vario titolo, per i reati di rapina aggravata estorsione e ricettazione) finalizzate alla identificazione dell’ultimo componente di un gruppo dedito alla commissione di numerosi reati predatori in danno di coetanei.

L’attività investigativa, l’analisi delle immagini dei sistemi di video-sorveglianza, i molteplici servizi di polizia giudiziaria sul territorio, nonché il contributo dichiarativo delle parti offese e di alcuni testimoni, aveva consentito di porre a carico di tre minori gravi indizi di colpevolezza in riferimento a nove episodi delittuosi, realizzati in questa provincia, prevalentemente nella zona del centro storico e nei pressi di alcuni centri commerciali tra il 30 giugno ed il 18 luglio del 2022, suscitando, per come già detto, notevole allarme sociale.

Dalle indagini era emerso come gli indagati, agivano secondo uno schema ben collaudato: dopo aver avvicinato con una scusa banale le vittime designate, mediante violenza e minaccia, (in alcuni casi operate anche con arma da taglio) si facevano consegnare dalle parti offese somme di denaro o beni in loro possesso, non esitando a porre in essere anche richieste di natura estorsiva, quale quella formulata per la restituzione di un telefono cellulare.

Il provento delle attività delittuose è stato quantificato in un valore complessivo di circa 500 euro. Le successive attività investigative hanno consentito, infine, l’identificazione del quarto ed ultimo componente del gruppo.

Il GIP del Tribunale dei Minorenni, condividendo l’ulteriore impianto accusatorio emerso e la prospettata necessità di interrompere le azioni delittuose del minore, non disgiunta dalla palese esigenza di avviarlo immediatamente verso percorsi educativi (implicanti l’acquisizione di quel necessario senso del rispetto della sfera dei diritti degli altri consociati) ha accolto la richiesta di misura cautelare del collocamento in comunità, avanzata dalla Procura per i Minorenni. Il minore al termine delle formalità di rito è stato, quindi, collocato presso la comunità individuata dal competente centro di Giustizia Minorile e di Comunità.

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