Procura di Lecce, imprenditore parla di incontri con Lotti-Palamara

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Procura di Lecce, imprenditore parla di incontri con Lotti-Palamara
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Procura di Lecce, imprenditore parla di incontri con Lotti-Palamara

“Nessun dato del genere è emerso nell’ indagine” in corso su presunte sentenze e inchieste pilotate negli scorsi anni da parte dei magistrati tranesi Antonio Savasta e Michele Nardi. E’ quanto scrive in una nota la Procura di Lecce, riferendosi “a quanto pubblicato oggi da La Gazzetta del Mezzogiorno che parla di cene romane con il deputato Luca Lotti e Luca Palamara per sistemare i guai disciplinari di Savasta e Nardi”.

I magistrati tranesi Antonio Savasta e Michele Nardi

I magistrati tranesi Antonio Savasta e Michele Nardi, ricorda la Procura di Lecce nella nota, “sono agli arresti da alcuni mesi per associazione per delinquere, corruzione in atti giudiziari e falso”. La nota fa riferimento a un articolo pubblicato oggi in prima pagina da La Gazzetta del Mezzogiorno nell’ edizione cartacea e online su un presunto filone pugliese della bufera che ha colpito alcuni magistrati del Csm, filone che riguarderebbe i magistrati di Trani sotto indagine.

Secondo il quotidiano, Flavio D’ Introno, l’ imprenditore che ha tirato in ballo l’ ex pm Antonio Savasta e l’ ex Gip Michele Nardi, avrebbe “riempito altri quattro verbali con chi a Lecce conduce le indagini sul ‘ sistema Trani’ “. In questi verbali, riporta il quotidiano pugliese, “oltre a fare i nomi di altri quattro giudici del circondario di Bari”, D’ Introno avrebbe “tirato fuori un’ altra suggestione”, avrebbe detto di avere “aiutato Savasta ad ‘ agganciare’ Lotti e avrebbe cenato anche con lui e Palamara”.

Queste affermazioni, osserva ancora la Gazzetta del Mezzogiorno

Queste affermazioni, osserva ancora la Gazzetta del Mezzogiorno, “andranno riscontrate, soprattutto per capire se ci sono reati e se il fascicolo dovrà passare alla Procura di Perugia“. D’ Introno secondo l’ articolo, nel suo racconto al procuratore di Lecce, Leone de Castris, “avrebbe parlato delle cene con dovizia di particolari, fornendo i nomi dei locali e illustrando una serie di circostanze”, non ultima “che a Lotti sarebbe arrivato tramite suoi facoltosi clienti”.

Queste cene, viene ricordato, “sarebbero servite per salvare Savasta, alle prese con una serie di contestazioni in sede disciplinare nate dai procedimenti penali per l’ acquisto della masseria San Felice di Bisceglie e da almeno mezza dozzina di esposti anonimi“.

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