Posto fisso di polizia, sfilate inopportune, battaglia vinta dai cittadini

Posto fisso di polizia, sfilate inopportune, battaglia vinta dai cittadini

Posto fisso di polizia, sfilate inopportune, battaglia vinta dai cittadini

da Andrea Fais (Progetto Fontivegge)
Ci chiediamo cosa penseranno gli agenti destinati al nuovo ufficio della Polizia di Stato (al momento solo Ferroviaria, in seguito anche Mobile/Volante) da ieri costretti a sopportare un via vai di politici locali intenti a scattarsi selfie di fronte alla porta di ingresso.

Se quel vetro potesse parlare, direbbe a questi politici di smetterla e che la vera battaglia ricomincia dal 27 maggio, quando, finito il bailamme elettorale, residenti, commercianti, operatori e studenti torneranno a frequentare il quartiere indubbiamente con un pizzico di sicurezza in più ma senza le luci dei riflettori della campagna elettorale.

Direbbe loro, soprattutto, di essere un po’ più onesti intellettualmente, citando chi per primo, ovvero Progetto Fontivegge, raccolse tre anni fa quasi 1.500 firme per chiedere l’apertura di un posto fisso di Polizia di Stato nel quartiere, di fronte all’indifferenza o allo scetticismo generali.

Direbbe loro, inoltre, che senza Progetto Fontivegge, cioè i “diffamatori del quartiere”, secondo alcuni detrattori, questa richiesta non avrebbe avuto alcuna forza persuasiva verso gli organi dello Stato centrale, pur con il lodevole intervento del Sottosegretario Stefano Candiani, che ringraziamo per aver preso a cuore questa battaglia.

Direbbe loro, poi, che se il dibattito nel quartiere si fosse fermato alla sterilità e all’improduttività del diktat “non parlate male del quartiere” – ipocrita leitmotiv sostenuto da chi si preoccupa più per i titoli del giorno dopo che per la reale condizione della città – oggi non avremmo alcun posto di Polizia sul fronte Piazza Vittorio Veneto.

Direbbe loro, infine, di spostarsi, ché gli agenti devono lavorare. Per i selfie non c’è tempo.

Rassegna stampa

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