Ossa affiorano in via del Cortone a Perugia, resti umani? Indagini in corso

Ossa affiorano in via del Cortone, indagini in corso

Ritrovati resti nella scarpata vicino a San Domenico

Una passeggiata mattutina con il cane in via del Cortone, alle pendici del centro storico di Perugia, si è trasformata in un inatteso caso da chiarire. L’area si trova dietro il complesso di San Domenico, sotto il muraglione dell’Archivio di Stato e del Museo archeologico, dove un cittadino ha notato alcune ossa che spuntavano dalla terra, tra vegetazione e detriti. La presenza dei resti, visibili nella scarpata sotto gli arconi di contenimento dell’antico convento domenicano, ha portato alla chiamata immediata delle forze dell’ordine.

Sul posto sono giunti alcuni operatori dell’agenzia di forestazione, incaricati di liberare la zona da piante ed erbacce per permettere l’intervento del personale della Polizia scientifica. Gli specialisti del Gabinetto provinciale hanno effettuato rilievi fotografici, raccolto campioni e repertato le ossa per gli accertamenti successivi, con un lavoro proseguito per due giorni tra via del Cortone e l’area sottostante la chiesa di San Domenico.

Il ritrovamento, avvenuto in modo del tutto casuale, ha attirato l’attenzione del quartiere, dove la voce si è diffusa rapidamente. La vista degli agenti impegnati nelle ricerche ha alimentato ipotesi e supposizioni varie: c’è chi ha parlato di un antico cimitero conventuale, chi ha evocato scenari legati a rituali e chi, più allarmato, ha immaginato vicende mai chiarite. Alcuni residenti sostengono di aver notato, già nelle settimane precedenti, movimenti della Polizia nella stessa area, con operatori intenti a esaminare il pendio e a scattare fotografie.

Le ossa, disseminate lungo la scarpata e visibili tra la terra smossa, hanno attirato anche l’attenzione del cane che accompagnava il cittadino autore della segnalazione. La pioggia insistente degli ultimi giorni, unita alla pendenza marcata del terreno, potrebbe aver contribuito a riportare alla luce i resti, liberandoli dal terriccio che li ricopriva. Una volta ripulita la zona, è stato possibile identificare un numero consistente di frammenti appartenenti a più individui.

Le prime valutazioni degli esperti indicano che i resti potrebbero risalire ad almeno due secoli fa, suggerendo l’ipotesi di ossa provenienti da un antico luogo di sepoltura legato al convento domenicano, situato proprio sopra la scarpata. L’area, in passato, potrebbe aver ospitato un cimitero di cui non vi era più memoria documentale, e le infiltrazioni d’acqua avrebbero facilitato il riaffiorare di parti di scheletri ormai molto deteriorati.

Le ossa recuperate sono state imbustate e trasferite per le analisi necessarie ad accertare la loro origine e la loro datazione. La Polizia scientifica proseguirà le verifiche per stabilire in modo definitivo se si tratti di resti umani o animali e a quale arco temporale appartengano, mentre l’area rimane sotto osservazione per individuare eventuali ulteriori frammenti.

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