Omicidio Hekuran Cumani, testimoni reticenti, ci sarebbero indagati

Coltello e telefonino nel Tevere: indagini in corso

Morte di Hekuran Cumani, indaga pm Gemma Miliani

Il mistero attorno alla morte di Hekuran Cumani, giovane di Fabriano deceduto nella notte tra sabato 18 e domenica 19 ottobre, si infittisce. Il ragazzo è stato colpito da una coltellata fatale al termine di una violenta rissa scoppiata nei pressi di un locale universitario, dove si era appena conclusa la serata del “Venerdì Universitario”.

Le indagini condotte dalla Squadra Mobile di Perugia, coordinate dal sostituto procuratore Gemma Miliani, si scontrano con un muro di reticenze. Nonostante le ore di interrogatori, nessuno dei presenti ha riferito di aver assistito al momento dell’aggressione. Le telecamere installate all’ingresso del parcheggio non hanno fornito elementi utili, aggravando le difficoltà investigative.

Alcuni giovani coinvolti sono stati formalmente indagati per rissa, lesioni e minacce, ma restano da chiarire le dinamiche e i ruoli individuali. Secondo le ricostruzioni, la lite sarebbe iniziata all’interno del locale, contenuta a fatica dai buttafuori, e poi degenerata nel parcheggio retrostante.

In quel frangente, si sarebbe aggiunto un secondo gruppo, giunto in auto, composto da ragazzi di Ponte San Giovanni, molti dei quali già noti alle forze dell’ordine per precedenti episodi di violenza. Si ipotizza che il coltello possa essere stato introdotto proprio da questi ultimi, ma l’arma non è stata rinvenuta.

Il clima resta teso e confuso. La mancanza di riscontri oggettivi, unita alla frammentarietà dei racconti, ostacola la ricostruzione dei fatti. Gli investigatori continuano a lavorare per individuare l’autore materiale dell’omicidio, mentre la comunità di Fabriano piange un giovane la cui vita è stata spezzata in circostanze ancora oscure.

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