Morte Nicola Romano, «Reperti distrutti» le nuove indagini non portano a nulla

Morte Nicola Romano nuova archiviazione la sorella Chiara furiosa

Morte Nicola Romano, «Reperti distrutti» le nuove indagini non portano a nulla

Il caso Nicola Romano, non trova pace. «È stato commesso un gravissimo errore, sono stati distrutti i reperti sulla morte di mio fratello Nicola con un’indagine riaperta». Lo dice Maria Chiara, la sorella di Nicola, il ragazzo trovato morto il 17 agosto del 2013 in via Mater Dei a Perugia, dopo la terza richiesta di archiviazione da parte della procura sulla morte del giovane. Secondo gli inquirenti si è trattato di una morte per overdose ma la famiglia si è sempre opposta, arrivando a ottenere otto anni dopo la riapertura del caso.

Dopo che le indagini e l’autopsia portano la procura alla conclusione che sia morto per overdose, la famiglia nomina un medico legale, il dottor Giovanni Pioda, e un consulente tossicologico per svolgere tutti gli accertamenti di parte.

Le indagini della famiglia portano ad altra strada. Ovvero Nicola sarebbe stato ucciso, dopo che era stato aggredito e picchiato. «Nicola non può in alcun modo essere morto per overdose, perché il quantitativo di droga trovato nel suo corpo non poteva in alcun modo causarne la morte», sottolinea Chiara. Secondo i due periti, nel corpo di Nicola sarebbero stati trovati 7 ng/ml di morfina considerati non sufficienti per portarlo al decesso.

Il medico legale nominato dalla famiglia «vede invece una morte asfittica. Le petecchie viste sui polmoni – continua la sorella di Nicola – ci è stato spiegato possano subentrare solamente quando c’è una mancanza di ossigeno. Mio fratello probabilmente è morto per soffocamento, e questo spiegherebbe il cuscino a fianco del suo corpo».

Il gip rigetta la seconda richiesta di archiviazione avanzata dal procuratore aggiunto Giuseppe Petrazzini «chiedendo – ricostruisce Maria Chiara – di sentire i testimoni e di analizzare dna e impronte digitali sui reperti».

Ma giovedì viene notificata alla famiglia Romano una nuova richiesta di archiviazione, che sottolinea l’impossibilità di eventuali nuove analisi perché i reperti sarebbero andati distrutti un mese dopo la relativa disposizione del tribunale, datata 20 aprile 2022.

«Le indagini erano aperte – torna a ribadire la sorella di Nicola – è incredibile e grave che siano stati buttati i reperti per errore».  La sorella e i familiari di Nicola, assistiti dagli avvocati Barbara Romoli e Anna Beatrice Indiveri, sono pronti non solo a fare opposizione a questa nuova richiesta di archiviazione ma se è necessario anche procedere con un esposto alla procura generale.

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