Morte Filippo Limini, si attende decisione gip, effettuata tac, poi autopsia

 
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Morte Filippo Limini, il quarto indagato arrestato in Germania per altri reati

Morte Filippo Limini, si attende decisione gip, effettuata tac, poi autopsia

Il gip Natalia Giubilei deciderà sulle richieste di scarcerazione avanzate dai legali dei tre ragazzi arrestati. Brendon Kosiqi, il 19enne di Assisi che era alla guida dell’Opel Corsa che ha investito e ucciso Filippo Limini il 15 agosto, si è difeso dicendo che non l’ha visto: «Non l’ho visto, ho pensato di aver preso un cordolo è sono scappato perché avevo paura, non mi sono accorto di niente».

Brendon, assistito dagli avvocati Delfo Berretti e Aldo Poggioni, ha raccontato dell’aggressione subita da un gruppo di ragazzi. «Lui ha subito una grande aggressione, non ha mai partecipato ad alcuna rissa, si è sempre difeso. E’ entrato in auto per sfuggire dagli altri ragazzi, ha messo la retromarcia. Il corpo della vittima era già steso e lui non poteva proprio vederlo. Non ha sentito nulla, poteva aver pensato che era un cordolo».

Simile è la versione di Denis Hajderlliu, che ha sferrato il pugno che ha fatto cadere a terra Filippo. Il giovane, difeso dagli avvocati Daniela Paccoi e Guido Maria Rondoni,
ha ammesso di aver colpito il giovane spoletino, ma di averlo visto mentre provava a rialzarsi. «Una caduta da quell’altezza non può averne provocato la morte», ha ribadito l’avvocato Paccoi.

Anche i legali di Kevin Malferteiner, il passeggero dell’auto, Salvatore Adorisio e Federico Calzolari, hanno chiesto i domiciliari per il loro assistito.

Intanto spunta il nome di un altro ragazzo che potrebbe aver dato il calcio a Filippo Limini quando era già steso a terra, dopo il pugno di Denis Hajderlliu.

Ieri sera è stata effettuata una tac sul corpo di Filippo, giovedì sarà effettuata l’autopsia. I risultati saranno determinanti.

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