Meno di 6 mila euro l’anno, ma viveva da nababbo, scatta confisca beni

Curriculum criminale pesante, anche reati legati ad armi e droga

Meno di 6 mila euro l’anno, ma viveva da nababbo, scatta confisca beni

Viveva come un nababbo, ma dichiarava poco più di niente. Per questo, un campano residente nel Perugino, ha subito un sequestro preventivo e contestuale confisca dei suoi beni in base al Decreto legislativo /159/2011. Il provvedimento è stato emesso su proposta della Procura della Repubblica di Perugia Sezione Misure dì Prevenzione del Tribunale del capoluogo umbro. In considerazione del profilo criminale della persona, della esiguità dei redditi dichiarati  e dell’evidente sproporzione rispetto al patrimonio acquisito, la Procura – retta da Raffaele Cantone – ha ritenuto che il soggetto, visto il tenore di vita, potesse vivere in realtà con proventi di attività delittuose.  Il destinatario della misura ablativa,infatti, era stato più volte condannato – con sentenze passate in giudicato – per reati in materia di droga ed armi
Il campano risulta imputato – spiega il Procuratore Cantone in un comunicato – in diversi procedimenti penali, anche per associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti ed era già stato sottoposto alla misura “prevenzione personale della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno”.

  • In azione il Gico della Finanza

Sotto il profilo economico, la puntuale ricostruzione effettuata dai militari del Gico della Finanza di Perugia – anche attraverso indagini finanziarie -, ha evidenziato una capacità reddituale inconsistente.

  • Reddito mai superiore a sei mila euro

Dichiarava un reddito mai superiore ai seimila euro all’anno, incapiente anche rispetto alle basilari esigenze di vita quotidiana del suo nucleo familiare. Questo a fronte dell’acquisizione di asset immobiliari — nello specifico -, un appartamento di 6 vani, un garage di 120 mq e un terreno, a Caste Ritaldi.

  • accumulo dei profitti illeciti

La sproporzione tra i redditi dichiarati e gli investimenti patrimoniali è stata, quindi, ricondotta all’accumulo dei profitti illeciti derivanti dalla perpetrazione di reati. Il soggetto, nell’ultimo ventennio, si sarebbe persistentemente inserito nel circuito criminale del traffico di stupefacenti, assumendo un ruolo non marginale. «L’attività svolta – dice il Procuratore, Raffaele Cantone – testimonia il costante impegno di questo Ufficio e della Guardia di Finanza di Perugia nel contrasto alla criminalità, anche sotto il profilo economico-finanziario, mediante l’aggressione ai patrimoni illecitamente accumulati».

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*