Finanza confisca beni per 300 milioni a imprenditore campano, operava anche in Umbria

 
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Finanza confisca beni per 300 milioni a imprenditore campano, operava anche in Umbria

Aveva la base in Campania ma operava anche in Umbria, oltre che Emilia-Romagna, Lazio, Abruzzo, Sardegna e Lombardia ed era risultata attiva in diversi settori illeciti. Truffe alle assicurazioni, esercizio abusivo del credito, investimenti immobiliari e intestazione fittizia di beni, effettuando in questo modo un” attività di reimpiego sistematico di enormi somme di denaro di provenienza illecita.

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Beni per circa 300 milioni di euro, parte di un patrimonio già sottoposto a sequestro preventivo nel 2017, sono stati confiscati dalla Guardia di Finanza a un immobiliarista già condannato due anni fa per i reati di esercizio abusivo del credito e intestazione fittizia di quote societarie e di beni, quest’ultimo con l’aggravante del metodo mafioso per avere agevolato vari clan camorristici.

Il provvedimento, eseguito dalle Fiamme Gialle di Bologna e Napoli, interessa un totale di 628 tra fabbricati e terreni sparsi in sette province (Bologna, Ravenna, Napoli, Caserta, Benevento, Latina e Sassari), oltre a 16 autovetture, anche di lusso, rapporti bancari e partecipazioni societarie, il cui valore è risultato nettamente sproporzionato rispetto ai redditi ufficialmente dichiarati dallo stesso e dal suo nucleo familiare. In Emilia-Romagna si tratta, nel dettaglio, di 77 immobili nel Ravennate (appartamenti, garage e magazzini) e di una società immobiliare (con relativi immobili) a Bologna.

La confisca di questi beni costituisce un primo epilogo delle indagini coordinate dalla Procura distrettuale antimafia di Napoli, che avevano portato a luglio del 2017 all’arresto di 17 persone e al sequestro di beni per 700 milioni.

Nel 2017, era finito nei guai anche un ex direttore di banca, a lungo a capo di una filiale bolognese di un istituto di credito. Dalle indagini era emerso come l’organizzazione fosse riuscita a operare indisturbata anche grazie all’appoggio di insospettabili ”colletti bianchi”, come funzionari di banca e commercialisti infedeli.

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