Maxi-sequestro di droga, Mdma, arrestato ternano a Bologna

La polizia intercetta quasi 8 kg di droghe sintetiche nel quartiere Barca

Un’operazione della Squadra Mobile di Bologna ha smantellato un centro di stoccaggio di stupefacenti, portando al sequestro di quasi 8 chilogrammi di droghe sintetiche e all’arresto di un giovane incensurato. L’operazione, definita dagli inquirenti di portata “eccezionale” per la regione e probabilmente a livello nazionale, ha avuto inizio lo scorso 4 agosto. Le indagini sono scattate grazie a segnalazioni di cittadini e all’utilizzo dell’app “Youpol”, che hanno indirizzato gli agenti verso un’abitazione nel quartiere Barca.

Dopo una serie di appostamenti, la polizia ha perquisito l’appartamento di un 29enne italiano originario di Terni, scoprendo all’interno della sua camera da letto un vero e proprio magazzino di stupefacenti. Tra le sostanze sequestrate ci sono ingenti quantità di Mdma, ketamina e mefedrone. Oltre alla droga, sono stati confiscati strumenti per il confezionamento come bilance di precisione e una macchina per il sottovuoto, e la somma di 1.850 euro in contanti. Il giovane è stato arrestato in flagranza di reato e si trova ora nel carcere della Dozza.

Il commissario capo Giacomo Uboldi ha sottolineato come la quantità di droga sequestrata sollevi interrogativi sulla sua destinazione finale. Generalmente, le droghe sintetiche nel capoluogo emiliano vengono acquistate online, con spedizioni provenienti principalmente dai Paesi Bassi, e il mercato locale non sarebbe in grado di assorbire una tale mole di sostanze. Questa evidenza suggerisce un’organizzazione più vasta, con la possibilità che la merce fosse destinata alla distribuzione in un circuito di rete più ampio, forse legato a eventi come i rave party, dove questo tipo di stupefacenti è particolarmente richiesto. Gli investigatori sono ancora al lavoro per ricostruire l’intera catena di approvvigionamento e smistamento.

Gli esperti della Scientifica hanno evidenziato la pericolosità delle sostanze sequestrate. Il mefedrone e il metilone, ad esempio, appartengono alla famiglia dei catinoni sintetici, sostanze bandite in Italia dal 2010. Questi composti sono spesso prodotti in laboratori clandestini in Europa e negli Stati Uniti e possono contenere residui chimici nocivi. Il mefedrone, noto anche come “droga del cannibale”, può provocare effetti devastanti sul sistema nervoso centrale, tra cui tachicardia, agitazione, allucinazioni e insonnia. Il rischio di dipendenza è altissimo e, a causa del breve picco di euforia, gli assuntori sono spinti a consumare dosi ripetute, aumentando esponenzialmente il rischio di danni permanenti e potenzialmente mortali.

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