L’urlo di una mamma e l’appello del Comune di Terni, per una Rems

L’urlo di una mamma e l’appello del Comune di Terni, per una Rems
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Famiglie di fragili abbandonate, serve una Rems ora

L’urlo di una mamma – Una conferenza stampa dell’amministrazione e la lettera-protesta di una madre, Francy Basilici, dipingono un quadro drammatico dei servizi per la salute mentale a Terni. Un grido d’allarme unanime contro un sistema che scarica sulle famiglie un peso insostenibile.

Il Comune: “Pronti a ospitare una struttura”

Stamattina, venerdì 22 agosto, nell’aula consiliare di Palazzo Spada, l’assessore al welfare Viviana Altamura e il vicesindaco Riccardo Corridore hanno tenuto una conferenza stampa per affrontare le criticità dei servizi sanitari, con un focus sulla salute mentale.

Il vicesindaco Corridore ha sottolineato l’impegno dell’amministrazione su dossier come il nuovo ospedale e il progetto stadio-clinica, per il quale ha respinto le critiche definendole “fandonie”. Ma è sul tema delle Rems (Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza) che l’allarme è suonato più forte. “Diversi episodi di cronaca recente mostrano la gravità della situazione. Manca una struttura fondamentale per tutelare questi soggetti fragili”, ha dichiarato Corridore.

A approfondire la questione è stata l’assessore Altamura: “In Umbria non esiste neppure una Rems. Paghiamo altre regioni per ospitare questi pazienti, mentre le liste d’attesa superano anche l’anno. Le famiglie sono lasciate sole, costrette a contribuire economicamente per cure che dovrebbero essere garantite dal SSN”. L’assessore ha denunciato la mancanza di “strutture-ponte” di supporto e i tragici risvolti, incluso l’elevato tasso di suicidi in carcere legati a problematiche psichiatriche. “Come Comune ci siamo resi disponibili a ospitare una Rems sul nostro territorio. È una necessità non più rinviabile”.

La testimonianza-choc di Francy Basilici: “Servizi sociali assenti, la nostra è una disperazione sola”

A rendere tangibile e umana quell’emergenza denunciata dalle istituzioni è la voce diretta e sofferta di Francy Basilici, la mamma di Asia, la ragazza fuggita da una comunità nei giorni scorsi, un caso che ha già scosso l’opinione pubblica.

La signora Basilici, prendendo parola proprio in merito alla discussione sulla Rems, ha scritto una lettera di protesta senza filtri, indirizzata al Comune. “Purtroppo questa situazione riguarda da vicino la mia famiglia come tante altre”, esordisce, sottolineando come la vicenda sia emersa solo dopo la scomparsa della figlia e i suoi disperati appelli.

“Sostengo fortemente la dichiarazione che sia INACCETTABILE che la famiglia debba farsi carico di tale peso”, scrive, per poi lanciare una domanda bruciante: “Ma in tutto ciò dove sono i servizi sociali? Il supporto alla famiglia?”.

La sua testimonianza è un j’accuse dettagliato di un sistema inesistente sulla pelle dei cittadini: un’assistente sociale assegnata dal 2019 che non si fa sentire, un decreto del Tribunale dei Minorenni del 2021 che ordinava l’inserimento di un educatore domiciliare (“purtroppo nulla di tutto ciò è mai avvenuto”), e nessun contatto neppure dopo i recenti fatti di cronaca. “Sono una madre sola. Non ho ricevuto nemmeno una telefonata”.

La sua disperazione si trasforma in rabbia di fronte all’ipocrisia: si è rivolta al bando per l’emergenza abitativa, che prevedeva come requisito un componente della famiglia seguito socio-sanitariamente. Il Comune l’ha esclusa, affermando che la condizione non sussisteva. “Mia figlia è seguita da ben tre servizi tra Comune e USL, ma soltanto sulla carta. Quindi in realtà avevate ragione voi”.

“Non ho mai chiesto la carità, ho chiesto soltanto ciò che ci dovrebbe spettare di diritto: la cura in primis e il diritto all’abitare. Ho trovato soltanto porte chiuse”. Conclude con un grido di dolore: “Non ci sto più a tutto questo e non ci sto che la nostra disperazione oggi sia strumentalizzata politicamente.. BASTA!!! Io personalmente ho esaurito tutte le mie forze”.

Un’emergenza che non può più aspettare

Le parole istituzionali di Altamura e Corridore e il dramma privato di Francy Basilici sono due facce della stessa, tragica medaglia. Il Comune annuncia la disponibilità a fare la sua parte ospitando una Rems, riconoscendo un ritardo regionale che ha conseguenze devastanti. Una di queste conseguenze ha il nome e il cognome di Francy e Asia Basilici, e di tante altre famiglie lasciate sole a lottare contro un muro di burocrazia e servizi carenti. La richiesta è unanime e urgente: interventi concreti, non più dichiarazioni. Perché, come chiede la signora Basilici, “intanto noi famiglie come dobbiamo vivere?”.

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