di Giampiero Tamburi (Coordinatore Comitato Club Pallotta Perugia)
Farne un elenco completo ed esaustivo di tutti sarebbe quasi impossibile per noi che non abbiamo gli strumenti adatti alla bisogna. Ma, sommariamente, alcuni li possiamo elencare, come per esempio ex manifattura tabacchi in via Cortonese; ex pasta Ponte a P. S. Giovanni; ex fornace a Piscille; ex tabacchificio a Ponte Valleceppi; ex area De Megni o, ugualmente, l’ ex Margaritelli in via Adriatica P.S.G.; degli stabili in completo abbandono all’interno del Parco Santa Margherita di proprietà della Provincia, per non parlare poi di quelli che vanno dagli ex cinema in centro (Lilli, Modernissimo, Mignon) fino alla ex caserma dei VV.FF. e l’ex Pastificio Piselli a Madonna Alta e sicuramente ce ne sfuggono i più.
Anche a noi del quartiere della Pallotta, la nostra parte non manca. Andiamo dall’ex Mattatoio di via Palermo fino al complesso ex Fiat alla rotonda della Pallotta, passando per via Jacopone da Todi dove ci sono gli ex uffici della Telecom che fanno bella mostra di se per giungere in via G.B. Vico con i locali della ex Circoscrizione inutilizzati da molto tempo ma, se vogliamo essere più precisi e pignoli nel cercare altre strutture in degrado ed in abbandono che, per non essere blasonate come quelle già elencate non vengono messe mai in evidenza, sicuramente la ricerca non sarà vana!
Prendiamone una a caso. Chi non è più tanto giovane certamente si ricorderà che quando via Palermo non era ancora una via di transito e di accesso impostante per la città, (cioè circa fino alla fine degli anni ’70 inizi ’80) esisteva un mercato che tutti i martedì (e forse anche il sabato), si ripeteva come un rito ancestrale che mobilitava tutti i maggiori produttori e commercianti di bestiame che si svolgeva nel così detto “campo boario”, proprio in quella zona di via Palermo, sulla sinistra scendendo verso il raccordo, dove ora sorge il complesso della Provincia e, giù in fondo, dove ora c’è il Plaza Hotel e che comprendeva anche l’area della Caserma della Guardia di Finanza (il vecchio ex mattatoio era stato costruito in quella zona proprio per questo motivo). Orbene, per svolgere questo mercato, importante sia socialmente che economicamente per Perugia, in tutta quest’area, c’erano dei capannoni atti alla bisogna dove potevano stazionare, anche per svariati giorni dopo la vendita e prima che gli acquirenti venissero a portarseli via, gli animali adibiti sia come carne alimentare sia per il lavoro in agricoltura perché all’epoca erano molto pochi coloro che operavano nell’agricoltura che si potevano permettere macchine agricole e, di conseguenza, i buoi rivestivano un ruolo determinante come forza lavoro. Ora, l’ultimo capannone rimasto di quel complesso si può ancora ammirare lungo via Palermo; testimone di un tempo passato ed al tempo stesso simbolo rivelatore di quella mancanza di lungimiranza di chi ha gestito in modo non corretto la trasformazione edilizia necessaria per uno sviluppo adeguato alle esigenze della società. Imporre la demolizione dell’intero complesso prima di realizzare le nuove costruzioni, sarebbe stato l’unico modo corretto di procedere, a parte che non si sia voluto lasciare il capannone il oggetto, a testimonianza per le generazioni future (!).
In questi giorni si sta concretizzando quel cambiamento di indirizzo politico nella gestione del nostro Comune che la cittadinanza ha voluto con l’espressione del proprio voto. Aldilà dei nomi che andranno a prendersi la responsabilità dei vari Assessorati nella nuova giunta, un fatto deve essere presente in tutti: ciò è stato possibile perché i perugini non hanno più sopportato il degrado, che in tutte le sue espressioni (droga, prostituzione, delinquenza sia organizzata che comune e soprattutto degrado urbano) aveva ridotto e sta riducendo ai minimi termini la nostra città. Questo è stato il “life motive” principale che ha accompagnato la campagna elettorale di tutte le liste ed ora tutti noi, dai Comitati alle Associazioni financo all’ultimo cittadino che passa per la strada, ci aspettiamo che sia onorata la parola data, sicuramente nei modi e con i mezzi idonei alla bisogna.
Abbandonare e non onorare questo impegno significherebbe aver fallito nello sforzo di ridare a Perugia quella dignità che tutta si merita.
Giampiero Tamburi
Coordinatore
Comitato Club Pallotta Perugia





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