Nuovo rinvio in aula a Perugia sul caso Prospero, attesa decisione
Un’udienza durata appena il tempo necessario per formalizzare una richiesta di rinvio. La difesa di Emiliano Volpe, il 19enne romano imputato per istigazione al suicidio in relazione alla morte di Andrea Prospero, ha chiesto alla Corte d’Assise di Perugia di posticipare il confronto in aula per tentare un nuovo accordo di patteggiamento con la Procura, questa volta coinvolgendo direttamente le parti civili.
Nuovo tentativo dopo il no del Gup
Il precedente tentativo di definire il procedimento con una pena di due anni e mezzo, da convertire in lavori socialmente utili, era stato respinto dal Giudice per l’udienza preliminare, che aveva disposto il rinvio a giudizio. Una decisione motivata anche dalla valutazione sul comportamento del giovane imputato, ritenuto privo di un reale segno di pentimento per i messaggi con cui avrebbe spinto l’amico virtuale a togliersi la vita.
Volpe, attualmente ai domiciliari, non era presente in aula. La sua assenza non ha però attenuato la tensione percepibile tra i banchi, dove ancora una volta erano presenti i familiari di Andrea Prospero, rimasti in silenzio per tutta la breve udienza.
Il ricordo di Andrea e l’attesa della nuova data
Andrea Prospero, 19 anni, originario di Lanciano e studente universitario, era stato trovato senza vita un anno fa in una casa vacanze nel centro storico di Perugia, dopo aver ingerito un mix letale di farmaci. Un gesto estremo che, secondo l’accusa, sarebbe stato incoraggiato da una serie di messaggi scambiati con Volpe nelle ore precedenti.
Il procedimento, che nelle intenzioni della difesa potrebbe trovare una soluzione alternativa al dibattimento, è stato aggiornato al 26 febbraio, data in cui la Corte valuterà l’eventuale nuova proposta di patteggiamento.
Una vicenda che resta complessa
Il caso continua a muoversi su un terreno delicato, dove si intrecciano responsabilità penali, dinamiche emotive e il dolore di una famiglia che da un anno cerca risposte. La richiesta di rinvio apre uno spiraglio per una possibile definizione concordata, ma lascia anche sospesa una vicenda che ha scosso profondamente due comunità e che ora attende un nuovo passaggio decisivo.

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