Intossicazione alla Festa Grossa, ancora due bambini ricoverati

Intossicazione alla Festa Grossa, due bimbi ancora ricoverati

Molti malori legati a mozzarella di bufala

Un grave episodio di intossicazione alimentare ha segnato l’ultima edizione della Festa Grossa di Collestrada, tradizionale manifestazione estiva nel cuore dell’Umbria, trasformando in emergenza la serata di sabato 16 agosto. Numerosi partecipanti, dopo aver consumato mozzarella di bufala presso gli stand della festa, hanno accusato improvvisi disturbi gastrointestinali che hanno richiesto l’intervento immediato dei sanitari.

Le persone colpite hanno raggiunto autonomamente il pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia. Tutti hanno accusato nausea, vomito, crampi e malessere generalizzato.

I medici hanno effettuato subito controlli e terapie mirate, delineando un quadro clinico differente tra adulti e bambini. Quattro pazienti adulti hanno ricevuto cure di primo livello, risultando poi dimissibili dopo gli accertamenti. Più complessa invece la condizione di due minori, rimasti ricoverati nel reparto di pediatria a causa della persistenza dei sintomi. Entrambi sono stati sottoposti a monitoraggio costante, con l’ausilio di flebo e terapie di supporto, in attesa di un miglioramento che consenta loro di riprendere l’alimentazione.

Le verifiche condotte nelle ore successive hanno evidenziato un elemento comune tra la quasi totalità dei casi: il consumo di mozzarella di bufala servita nell’area gastronomica della festa.

L’allarme si è diffuso rapidamente, determinando conseguenze dirette sulla gestione della manifestazione. Nella mattinata di domenica 17 agosto, ultimo giorno in programma, il comitato organizzatore ha comunicato la sospensione immediata del servizio di ristorazione. La decisione è stata presa in accordo con le autorità sanitarie e motivata come scelta esclusivamente precauzionale, volta a tutelare la salute pubblica e a garantire la massima sicurezza per tutti i partecipanti.

La sospensione della cucina ha inevitabilmente condizionato l’ultima giornata della Festa Grossa, privando l’evento di uno dei suoi aspetti più caratteristici. Nonostante ciò, parte delle iniziative collaterali, legate a spettacoli e intrattenimento, si sono svolte regolarmente, anche se in un clima inevitabilmente segnato dalla vicenda.

Secondo quanto riscontrato in ospedale, non si è trattato di pochi casi isolati ma di un numero consistente di persone, superiore alle prime segnalazioni che parlavano soltanto di due nuclei familiari.

Il ricovero dei due bambini, ancora in corso, rappresenta l’aspetto più delicato della vicenda. Le loro condizioni non sono state giudicate irreversibili, ma l’intensità dei sintomi ha richiesto cure ospedaliere prolungate. Le famiglie hanno raccontato di aver inizialmente pensato a un virus gastrointestinale, ma già al momento dell’ingresso in pronto soccorso è stato chiesto loro se avessero partecipato alla festa di Collestrada, segno che i sanitari avevano già individuato un possibile nesso tra i malori e l’evento.

L’organizzazione, pur esprimendo rammarico per l’accaduto, ha ribadito la scelta di fermare il servizio di cucina come misura a tutela della collettività, augurandosi che l’inconveniente non comprometta il legame di fiducia costruito negli anni con i frequentatori della festa.

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